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Disastri di Lombardia

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Avete tentato di prenotare una visita medica in una struttura pubblica? Vi hanno rimandato al 2024 oppure…vi hanno proposto una visita privata a pagamento con sconto per…domani?

Utilizzate spesso le ferrovie e arrivate costantemente in ritardo al lavoro? Trovate treni strapieni, sporchi oppure soppressi? Nessun problema, potete mettervi in macchina sulle numerose strade, autostrade, svincoli finanziati con denaro pubblico nell’ambito di un progetto di mobilità che pare quello degli anni ’50!

Con questo libro Michele Sasso intesse il racconto di come è stata cementata una formidabile alleanza fra la classe politica che amministra la Lombardia dal 1995 e gli interessi privati che si stanno “mangiando” la Sanità, il Trasporto e i beni pubblici.
Con dovizia di particolari, analisi delle leggi e delle ordinanze regionali, Sasso sostiene che la Regione Lombardia non è stata al servizio degli interessi plurali della società, bensì di quelli di parte. Competenza è stata confusa con appartenenza, favorendo la lottizzazione, l’affidamento di attività pagate con fondi pubblici senza gare ovvero “gare sottosoglia” agli amici degli amici.

Lo sapevate che il fondatore del gruppo sanitario privato San Donato ha contributo a disegnare la riforma della sanitaria lombarda del 1997 e, più recentemente, la c.d. riforma Moratti, si propone di scorporare il patrimonio pubblico di ospedali e strutture pubbliche (incluse opere d’arte) per conferirlo a una società immobiliare esterna in grado venderlo e affittarlo?

Si vive nella regione più inquinata d’Europa, i treni locali sono un disastro, il traffico è “mortale” cittadini pagano le tasse per assistere alla chiusura di ospedali pubblici, i cui reparti vengono affidati alle aziende private (v. Ospedale Uboldo di Cernusco s/Naviglio vs Gruppo San Donato), le stesse che stentarono a mettere a disposizione i loro letti per i malati di COVID-19. Ma i cittadini lombardi paiono assuefatti a un sistema che, va detto, si avvale di potenti mezzi di comunicazione (propaganda?) pubblici e privati.

E così la super votata privatocrazia lombarda (cit. Chiara Cordelli) è stata finora impermeabile a scandali, condanne di suoi amministratori e funzionari, ricollocazione di persone di attività private fallite (da “La Padania” agli staff della Regione”), ai soldi buttati nella costruzione di nuovi (inutili?) mastodontici palazzi per ospitare Regione Lombardia, a quelli regalati agli “sparatori” di neve laddove neve non ne vien più giù.

Il libro di Sasso è un pugno allo stomaco. Soprattutto per chi non ha visto, non ha sentito, non ha parlato.

Michele Sasso, Assalto alla Lombardia, Laterza, 20€

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