Siamo stati tutti migranti. A 70 anni da Marcinelle

8 agosto 1956 262 morti di cui 136 italiani. La più tragedia dell’emigrazione italiana nell’incendio scoppiato nella miniera carbonifera di Bois du Cazier di Marcinelle, nell’area di Charleroi. Fu disattenzione corroborata dalle misere condizioni di lavoro e dalla disorganizzazione.
L’autore Paolo Di Stefano aggiunge 4 capitoli a questa nuova edizione che segue quella pubblicata nel 2021 che fanno di questa inchiesta giornalista, di questo documento storico un racconto corale a tutto tondo. Le persone, i minatori, le loro famiglie diventano protagoniste.
Accanto alla “cronaca” dei cunicoli in fiamme, si staglia il dolore e il pianto delle donne, dei loro bambini. Famiglie di cui si narra la vita quotidiana, la dolcezza degli incontri, la vivacità e la varietà degli accenti. E poi i “salvatori”, arrivati anche dall’Italia
Il processo, i processi non furono esemplari anzi quasi delle farse. Lo stato italiano (si qui con la lettera minuscola), che 10 anni prima aveva siglato un accordo di scambio con il Belgio per rifornire le miniere di uomini-carbone in cambio di carbone da importare, fu assente. Una pagina decisamente disonorevole!
Dirigenti assolti, sicurezza del lavoro in miniera quasi inesistente,
I giovani abitavano le camere guarnite ma per le famiglie non c’era casa, e se da italiano andavi a domandare una casa ai belgi, sai cosa ti si rispondeva? Di stare lontano, peggio dei cani, mi comprende? Per noi operai di carbone non c’era casa, c’era solamente sclavaggio
Marcinelle è il simbolo di una generazione costretta a lasciare il proprio paese per lavorare in condizioni durissime, sopportando miseria e razzismo. Ce lo ricordiamo?
Paolo Di Stefano, La catastròfa, Sellerio, 16€
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