Bologna non è più quella di un tempo. Forse.

Un esordio riuscito, un giallo che scavalca il genere e diventa affresco di un città mitizzata, cambiata. Un po’ come il resto del mondo.
Il respiro del faggio è un noir contemporaneo, ambientato tra le atmosfere urbane di Bologna, che inaugura la serie investigativa con protagonisti Vera Rotari e il sovrintendente Antonio Petrella.
Il romanzo si apre con due casi apparentemente scollegati: l’omicidio di un’anziana benestante e la morte sospetta di un giovane di origine straniera. Da qui si sviluppano due linee investigative parallele che, lentamente, convergono in un’unica rete di segreti, potere e marginalità sociale.
Bologna non è solo uno sfondo del romanzo ma è la protagonista. Una città “accogliente” solo in superficie, sotto la quale si muovono contraddizioni sociali, periferie invisibili e rapporti di potere opachi. E sarà “sotto” la chiave di volta delle indagini di Vera e Antonio.
Si perché i casi sono due, apparentemente scollegati: l’omicidio di un’anziana benestante e la morte sospetta di un giovane operaio di origine straniera. Da qui si sviluppano due linee investigative parallele che, lentamente, convergono in un’unica rete di segreti, potere e marginalità sociale ma anche di nuovi cittadini alla ricerca di una nuova identità senza perdere le radici.
Tornò con gli occhi al pennacchio della torre degli Asinelli e alla stortura della Garisenda. Pensò a quanto aveva vissuto in quella città A quanto anni aveva speso sotto i portici, sui colli. A quanto si era arrabbiata, quanto aveva pianto. Ma anche quanti tramonti bellissimi aveva visto a San Luca, quante albe solitarie in Piazza Maggiore. Le via della Cirenaica in cui era cresciuta. I baristi che la salutavano, gli studenti che sorridevano. Bologna era una città piena di bugie, che non aveva mantenuto le sue promesse. Ma chi l’aveva fatto? Quale angolo del mondo era diventato qualcosa di meglio negli ultimi vent’anni? Alla fine quella città dalle mille facce era la sua. Pensò che se fosse anta via, le sarebbe mancata.
Il finale del libro ci dice chiaramente che Vera e Antonio dovranno continuare a collaborare. Alla prossima.
Fabio Rodda, Il respiro del faggio, Salani,18€
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