Belfast oscura e segreta

Considerata una delle migliori scrittrici irlandesi viventi, Wendy Erskine ci consegna un ritratto senza sconti di Belfast, una città che non ha ancora appreso a parlare onestamente di sé dopo la fine dei troubles.
Ed è una storia familiare ad illuminare l’oscurità del vivere quotidiano fra classi sociali, fra troppo ricchi e troppo poveri. Il risultato è un’opera corale ambientata nella Belfast contemporanea, dove il centro narrativo non è un singolo protagonista ma una rete di personaggi che ruotano attorno a un evento traumatico: un’accusa di violenza sessuale ai danni di una ragazza, Misty, da parte di tre ragazzi appartenenti a famiglie agiate.
Le famiglie dei ragazzi reagiscono in modo compatto per proteggere i figli, mostrando come il privilegio possa tradursi in protezione, controllo e manipolazione. In parallelo, Erskine esplora il lato opposto: la precarietà economica e affettiva della famiglia di Misty, dove il sostegno emotivo diventa una forma di resistenza.
Misty si toglie la vestaglia che le ha comprato Boogie e spegne la luce cos’ da rendere la stanza una sorta di caverna. Le fa male quando entra in acqua ma poi dopo un paio di minuti il dolore diminuisce. Stamattina è tornata alla polizia per alcuni esami. Le faranno avere i risultati tra poco…I ragazzi, così pare, sono stati arrestati. S’immagina la faccia di Line-up, quando l’hanno portato via. Dev’esserci rimasto. Magari si ricordava delle sue parole…
Da qui, l’autrice non costruisce un classico thriller giudiziario, ma un mosaico di voci: le madri dei ragazzi, la famiglia di Misty, amici, conoscenti e narratori intermittenti. Il suo è un romanzo che scava nel profondo di legami intimi, nell’ombra di privilegi sociali, nella fragilità di comportamenti indicibili.
Una lettura indimenticabile
Wendy Erskine, I Benfattori, Atlantide, 19.50€
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