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Zena e il campione

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La guerra è un incubo che non prevede possibilità di risveglio

Un libro che toglie il fiato perché raccoglie tutte le bellezze e le nefandezze della vita.

C’è una banda di partigiani che si nasconde tra le alture di Ovada e tra loro ci sono Gragnora, ruvido e sanguigno ma con il cuore grande; Vaniglia, campione mancato con la passione di Fausto Coppi, e Niccolò, che ha tante donne fino a quando arriva…Zena.

C’è un delitto atroce che cambierà la vita di tutti e c’è la ricerca di un colpevole che non trova le risposte giuste.


C’è la Resistenza, in questo libro, ma prima ancora c’è la guerra, una guerra che deve finire, che tutti vogliono che finisca ma invece non finisce. E quando finalmente lo fa, quello che resta è l’amaro in bocca dei molti che per la libertà avevano combattuto. C’è soprattutto il disincanto del dopo, quando le differenze sembrano appiattirsi e ad accomunare tutti resta solo la povertà.

C’è Genova, città delle Resistenze, dove chi ha combattuto non dimentica e continua a resistere, continua a non confondere.
Mai come in questa vicenda il privato è politico, ma anche viceversa: l’animo umano viene scandagliato dall’autore nelle sue vette e nei suoi abissi con una scrittura asciutta ma capace di tenerci incollati alle pagine fino alla fine, quando sarà inevitabile sentirsi soli almeno un po’.
Come un campione in fuga, probabilmente.

Nico Priano, Zena e il campione. La Resistenza, l’amore e il ciclismo, MonteRosa,17€

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