La montagna di chi resta

La Strangera è il felice esordio letterario di Marta Aidala. Un romanzo di formazione dove le protagoniste sono la montagna e Beatrice, una ragazza di Torino alla ricerca del proprio posto nel mondo e che la porta a offrirsi come aiutante nel rifugio del Barba, in una valle piemontese sotto la Becca.
Burbero, urlante e a volte insultante, difensore perdente di una montagna senza fronzoli per cui nutre, lui nato in una città di mare, un rispetto quasi sacro, il Barba guida il suo rifugio con piglio militare dirigendo una banda di ragazzi maschi a cui si aggiunge ora una fumna strangera. Ce la farà la donna straniera, cittadina? Il lavoro è duro, ripetitivo ma per Beatrice è il posto dove vuole stare: in mezzo a monti, boschi, valli, ruscelli, erbe e fiori odorosi, animali, stelle, ai compagni di lavoro con i quali condividere una birra o una genziana prima di andare a letto tutti insieme nella stessa camerata.
La scrittura essenziale ma un po’ magica di Aidala ci porta dentro la natura che descrive, sentiamo gli odori del bosco, i profumi dei fiori, vediamo le vallate e i laghetti sotto ai burroni, ci troviamo di fronte alle persone che incontra: eccoli Il Barba, Giole, Carlo, Daniele, Berto, la Sandra ed Elbio, il timido malgaro mandriano, con cui intesse una romantica amicizia e (forse) un amore.
Se siete avete frequentato la montagna di chi la abita, lo avrete sicuramente incontrato uno così.
“…riconobbi subito il ragazzo dalle gambe lunghe e i capelli di fieno che avevo visto intesta alla mandria…Quando gli posai davanti il caffé, il ragazzo biondo piantò nei miei i suoi occhi, d’un verde morbido, muschio che cresce sulle radici degli alberi e le pietre del bosco…Le sue vacche erano settantatré e ciascuna portava il nome di una città.”
Si respira il profumo di un’altra montagna: runner, turisti da mangiata domenicale, sciatori che ancheggiano su è giù per piste sono solo clienti. Arrivano per fuggire subito dopo. Non restano.
Beatrice resta. Anche in autunno, anche in inverno quando la bella montagna mostra il suo volto più difficile. Ma due eventi le faranno cambiare idea. Il rifugio del Barba forse non è il suo posto così come Elbio non è il futuro.
Tornerà in città fino a quando incontrerà nuovamente una donna dei monti, un’amica con cui progettare un pezzo di vita. In montagna. Il Barba ed Elbio nella testa e nel cuore.
Elbio è rimasto solo a guidare le vacche sulla via di casa “per lui la montagna era sempre estate. Si ricordò le uniche volte in l’aveva vista trasformata dall’inverno. Gli pizzicarono le labbra, strinse i denti e sentì un turbinio nel petto. Si sforzò di pensare ad altro. Ad altre che non fossero lei”
Marta Aidala, La strangera, Guanda, € 18
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