L’Iran disvelato

Le donne, le ragazze e i ragazzi iraniani ci raccontano in questi giorni l’altra faccia del cupo regime teocratico, incapace di rispondere alle esigenze di un popolo giovane, informato, istruito, accogliente, se non con la repressione, la violenza, la morte.
E’ quanto ritroviamo anche in questo prezioso reportage di Stephan Orth, scrittore e giornalista, ex redattore di SPIEGEL ONLINE.
Orth ha trascorso 62 giorni in Iran e percorso 9000 km. per descrivere un Paese meraviglioso ma soprattutto l’insuperabile ospitalità dei suoi abitanti e le sorprese che si celano dietro le porte delle abitazioni. Lo sanno bene anche gli italiani che lo hanno visitato negli ultimi anni.
Le persone sono più interessanti delle attrazioni turistiche” anche se il patrimonio archeologico e architettonico e davvero abbagliante.
“Hai portato le cose per fare il bagno? Oggi pomeriggio c’è una festa in piscina, annuncia Elaheh. Questa è non è una frase che avrei pensato di sentire nella religiosissima Mashhad. ma in realtà dovrei aver capito già da un po’ che all’Iran piace molto capovolgere le aspettative, appallottolarle e buttarle energicamente in un bidone della spazzatura con scritto pregiudizi, percezione pubblica e stato teocratico“.
Oltre i sistemi di sorveglianza statale e famigliare si coglie l’impazienza di una “gioventù bruciata” stanca di aspettare la libertà, desiderosa di togliersi il chador, a qualsiasi costo.
Si fa buon giornalismo anche con un racconto di viaggio. Come questo.
Stephan Orth, L’Iran dietro le porte chiuse, Keller Editore, 18,5€
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