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Uccidi i ricchi

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Come si arriva ad uccidere nel modo in cui uccide il killer del libro? Vendetta, rabbia, assenza totale di empatia. Sullo sfondo una società elitaria senza regole, senza scrupoli, in una totale assenza di etica.

“Uccidi i ricchi”, uno slogan, un invito? In effetti alcuni ricchi muoiono, in modo sospetto, apparentemente senza ragione.

Si parte con l’ex calciatore Jesùs Martinez, il cui cadavere viene ritrovato nella criosauna del suo appartamento in uno dei palazzi più chic (?) di Milano. E’ fra i 500 uomini più ricchi del mondo. Un incidente? Impossibile, il malfunzionamento non è ammissibile per un multimiliardario di quel calibro.

Si tratta con ogni probabilità di un assassinio, a cui altri seguiranno.

A indagare l’ex poliziotta Colomba Caselli, ora nella veste di detective privato, e del suo geniale ma imprevedibile socio Dante Torre, “l’uomo del silos”, esperto di persone scomparse e abusi infantili (cfr. Uccidi il padre).

Nel frattempo si diffondono online una serie di post che incitano alla rivolta lanciando lo slogan: UCCIDI I RICCHI. Che si tratti della mano di un singolo vendicatore sociale oppure di un gruppo di anarchici o complottisti, il killer sembra inafferrabile. Forse perché non appartiene né all’uno né all’altro gruppo.

Un thriller vero ma anche un flash sul destino di “umanità a perdere” 

Sandrone Dazieri, Uccidi i ricchi, Rizzoli, € 19

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