Dalla ex GKN alla fabbrica pensante

Nonostante gli sforzi immani per addormentarci, la battaglia per la democrazia economica dei lavoratori della ex Gkn dimostra che la forza creativa del basso è viva, potentissima e soprattutto contagiosa (Clara E. Mattei)
Con questo libro il collettivo ex GKN entra nella storia. Un libro scandito dalle domande di Gea Scancarello e dalle appassionate risposte di Dario Salvetti del collettivo di fabbrica e Gea Scancarello ripercorrono la reazione dei lavoratori e delle lavoratrici della ex GKN di Campi Bisenzio (Firenze) per scardinare le logiche del capitalismo dominante. Siamo davanti al racconto della lotta operaia più lunga e più strutturata del XXI secolo.
Dal 9 luglio 2021, quando i 422 dipendenti ricevono via mail la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo, inizia la resistenza all’abuso, alla negazione del lavoro, alla desertificazione industriale, all’impoverimento del territorio.
Da Campo Bisenzio (FI) si sviluppa un’idea di lotta che lungi dal chiudersi dentro i cancelli della fabbrica si salda con istanze e battaglie che attraversano il Paese. E da questa saldatura nasce un piano industriale per una riconversione ecologica che dalla produzione di semiassi per il settore automobilistico passi a quella delle cargo bike e dei panne. E anche un piano di nuova proprietà che, da pochi avidi azionisti, passi al mutuo soccorso, all’azionariato popolare e, infine, per sostenere l’avvio del piano, il consorzio pubblico – privato.
E’ dello scorso dicembre 2024 l’approvazione da parte della Regione Toscana di una legge volta a
“favorire la nascita e lo sviluppo di società cooperative, sostenere lo sviluppo economico, salvaguardare i livelli occupazionali e incentivare la ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici di aziende in situazioni di crisi”
Lo scopo dell’operatore pubblico non è quello di entrare nella gestione d’impresi bensì creare condizioni favorevoli alla rigenerazione industriale, all’attrazione d’impresa o a nuovi insediamenti produttivi.
Dario Salvetti, ripercorrendo la vicenda GKN apre una riflessione ampia sul confronto contemporaneo fra capitale e lavoro, sul circolo vizioso produzione-consumo, sull’esigenza di rimettere al centro il pensiero, le competenze, la creatività dei lavoratori, degli operai. Se fossimo su una scacchiera l’invito sembra essere fare la mossa del cavallo: salvare i posti di lavoro e la fabbrica superando l’approccio economicista e di breve periodo per entra in una prospettiva nuova dove la produzione industriale diventa un “motore” di cambiamento sociale, dando un nuovo senso e slancio alle parole, democrazia, uguaglianza, lavoro.
Dario Salvetti, Questo lavoro non è vita. La lotta di classe nel XXI secolo. Il caso GKN, Fuoriscena, € 17
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