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“A che ora accendono l’Aurora Boreale?”

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Quando ci mettiamo il cappello del turista possiamo raggiungere alti livelli di stupidità, corroborati da una base di inconsapevole ignoranza. Si, i turisti hanno decisamente cambiato (anche) l’Islanda e, negli anni pre-COVID, hanno superato i residenti autoctoni. Airbnb, i social, gli stranieri d’Islanda hanno travolto i prezzi alti, i voli scomodi, le “accomodation” con spiacevoli sorprese: l’Islanda è sempre sold-out.
I paesaggi di ghiacciai e vulcani, i geyser e le acque termali, le saghe pagane, la pulcinella di mare, l’avvistamento delle balene e le Aurore boreali sono indubbiamente peculiarità affascinanti.

Ma il numero di The Passenger che vi proponiamo aggiunge molto altro.
Con dovizia di dati e opinioni ci informa sui pericoli che la maestosa natura islandese corre a seguito dello sfruttamento delle risorse naturali. Ci narra di devastazioni di valli interne e di culture autoctone: come nell’area geotermica di Myvatn, dove abitavano persone che lavoravano sodo anche senza il miraggio dei soldi, dotati di valori autentici: una sorta di aristocrazia spirituale del Paese. Lo ha ricordato il premio Nobel Halldor Laxness che scrisse, ” (Myvatn) è stata trasformata in una grande industria fracassona. E tutto il popolo, cioè noi, che abbiamo venerato questa regione settentrionale… scopre – troppo tardi – che questo luogo che avrebbe dovuto rimanere sotto…una totale protezione, è stato consegnato a una compagnia straniera che imbratta le rive con chissà quali porcherie chimiche”.

Nel 2018, forte di una relazione che dura dal 1970, la Cina ha presentato un libro bianco sull’Artico, introducendo la definizione di Via della Seta Polare, in previsione dello scioglimento dei ghiacci stimato entro il 2050 (ma forse anche prima). Sempre nello stesso anno è stato aperto l’osservatorio sino-islandese per lo studio dell’Aurora Boreale. Anche in Islanda il denaro “impoverisce”, il prezzo sovra il valore e lo spirito soccombe.

Eppure la scena culturale di questo Paese di 351.000 abitanti è incredibilmente ricca: è, percentualmente, il luogo dove si pubblicano più libri dopo la Gran Bretagna; la lingua, rimasta intatta nei secoli, consente la lettura di saghe antichissime e alimenta i culti pagani; ci sono 90 scuole di musica, 400 orchestre e bande musicali, un numero imprecisato i gruppi rock: non solo Sugarcubes, Bjork e Sigur Ros! Tutto questo in un contesto demografico che ha visto crescere la presenza di stranieri fino al 10% della popolazione: fenomeno che arricchisce e modifica la lingua grazie a una sua peculiare elasticità che tutto assorbe e include.

Questo, e molto altro, trovate in un numero davvero bello di The Passenger che vi suggeriamo di recuperare. Soprattutto se la vostra prossima meta è l’Islanda…

The Passenger, Islanda, Iperborea, 22€

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