Archeologia ovvero le storie non raccontate dalla Storia

Magna Grecia il luogo dove avvennero gli incontri fra i Greci e gli Italici hanno costruito la vita quotidiana delle genti del I millennio a.C.
Da Sibari a Taranto, da Metaponto a Paestum, da Crotone e Venosa fino a Caulonia, Massimo Osanna, l’archeologo che ha rivoluzionato (e salvato) Pompei ci consegna un libro appassionante fatto di parole, immagini, citazioni e una sontuosa bibliografia.
Un libro che è un viaggio storico, filosofico, geopolitico e una guida imperdibile del Sud d’Italia continentale, per chi voglia visitare Basilicata, Calabria e Campania.
Viaggio geopolitico perché ribalta il concetto di colonia dell’Impero Romano e del colonialismo moderno, definendosi come apoikia ovvero lontano da casa , apo (allontanamento) e oikia (residenza originaria)
“Le colonie greche non nascono per essere sfruttate dalle élite delle terre di provenienza, non nascono per drenare risorse a favore delle terre di origine, non danno vita ad un impero…Tra Sparta e Taranto, tra Elice di Acaia e Sibari non sussiste alcun legame politico o economico, e altri saranno i rapporti che resteranno vivi e vitali nel tempo, come i legami religiosi e culturali”
La terra promessa degli antichi Greci viene piuttosto ibridata, viene abitata in un processo dinamico che nell’incontro con le genti locali dà vita a un “mondo nuovo”, trasforma il paesaggio. Perché i paesaggi non sono mai (completamente) naturali bensì (anche) culturali.
Via mare arrivano persone, merci, oggetti, saperi che si fondono che le terre di approdo. L’archeologia è la scienza che restituisce voce a oggetti e strutture mute. I reperti consentono di narrare le storie di quelle persone e di quei popoli. E tale narrazione viene sviluppata con precisioni nei diversi siti archeologici, nei Parchi e nei musei, leggendo le tombe.
“Nel presentare tratti delle culture (greche? italiche? o piuttosto ibride!) – che siano architettonici, artistici, comportamentali, etici, emotivi, ecc – l’operazione che ho cercato di fare è quello di decodificare nessi (materiali e immateriali) esistenti nelle cultura che hanno lasciato traccia di sè”
Strutture delle case e oggetti che ci parlano di banchetti, il passaggio da non città alle città con nuove definizioni di luoghi di culto e di potere, mezzi e processi di produzione, simboli dello stratificarsi di culture dal Vicino Oriente all’Italia del Sud, della mobilità delle genti, dei contatti e degli incontri.
Senza mitizzare tali incontri, non scevri da sopraffazione e violenza, essi però ci interrogano su modi diversi e possibili di migrazioni e ridefinizioni di identità. L’archeologia parla dell’oggi.
La bellezza di luoghi e cose, la loro “consistenza” stimolano la ricerca sul mondo classico e ci dicono che “la storia è sempre storia contemporanea” (cit. Benedetto Croce).
Massimo Osanna, Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia. Rizzoli,€ 25
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