5 maggio, 10.30. Siamo tutti Batulè
Batulè è la storpiatura di batourè, parola in dende, lingua parlata nel nord del Benin. E batourè è Erika Rigamonti, l’autrice del libro che presentiamo domenica 5 maggio dalle 10.30, in una mattinata tutta africana. Racconti, artigianato a cura di Watinoma, piccolo aperitivo all’Africa ispirato.
Il libro attraversa culture e tradizioni diverse che, sullo sfondo di un Occidente apparentemente benevolo edi un’Africa eternamente bisognosa, si scontrano, senza mai comprendersi.
Attraverso venticinque racconti l’autrice compone una narrazione unitaria per linguaggio, luoghi e personaggi, descrivendo un viaggio sia interiore che fisico nato dall’ incontro casuale di due donne che sebbene “figlie di due continenti lontani hanno iniziato a predisporre sul telaio i fili da intrecciare: quelli dei momenti felici e delle disgrazie, del sudore e del sorriso, dello scontro e della comprensione”, nel caparbio tentativo di conquistare, per sé stesse e per tutte le altre, il diritto a essere libere.
“Viaggiando da sola in una delle aree più povere del continente africano, la
milanese Elena incontra Jasmine, una mite signora africana che, tra mille
difficoltà, gestisce una piccola associazione umanitaria. Fin da subito l’italiana
s’imbatte in una dimensione dell’esistenza a lei sconosciuta ed entra a far parte
della grande famiglia, tutta al femminile, dove Jasmine offre cibo e alloggio a
bambini abbandonati, donne ripudiate e sole, ragazze fuggite dai villaggi per
sottrarsi alla legge dei matrimoni combinati. Anno dopo anno, si creano e
rafforzano nuovi legami e la sera, davanti al fuoco, le donne si raccontano ed
esorcizzano antiche paure, decise a costruire per sè stesse e per i propri figli un
futuro nuovo che, finalmente, sembra essere a portata di mano.
Quando però Jasmine rimane vedova ogni cosa precipiterà, inesorabilmente.”
Erika Rigamonti è autrice di romanzi e racconti brevi. Dal 2009 è la referente italiana dei progetti umanitari dell’associazione“Ensemble pour Grandir” (Benin – Africa Occidentale) e, dal 2020, presidente dell’associazione di volontariato “Solidarietà Pace e Sviluppo”, a cui l’autrice
devolve i diritti d’autore dei suoi libri.
