La lingua val bene uno Strega

Quale legame esiste fra la lingua, le lettere dell’alfabeto, le parole e la nostra esistenza? Che cosa evocano, che significato immediato o recondito ci ispirano?
Esiste un legame segreto tra le due linee sinuose lungo cui si snoda la nostra vita. E l’incipit/indizio ci indica come affrontare questo libro: Autobiogrammatica di Tommaso Giartosio, inserito nella cinquina (ormai sestina) del Premio Strega 2024.
“La pasta a forno con i peperoni era croccante quanto la parola croccante, era untuosa come untuosa. Tu che leggi, pronuncia queste due parole a voce alta prima di proseguire, così sappiamo di costa stiamo parlando. Fatto? Andiamo”
Un libro saggio, un romanzo-diario di formazione lungo i vorticosi anni settanta, un azzardo riuscito in cui la famiglia è protagonista. Lessico famigliare…privato, che fai i conti con i sentimenti, con la difficoltà a trovare le parole per l’amore, l’amicizia, il lutto, la gioia.
“Adolescente, dopo tutto, era un participio presente. Indicava qualcosa di provvisorio, tirato per le lunghe…qualcosa di destinato ben presto a concludersi. Ricordo lo shock quando mi resi conto che il corrispondente participio passato era adulto.”
La lingua, in Autobiogrammatica, è dunque l’origine della coscienza, del mondo, da cui discendono affetti, identità e il suo contrario. Solo se parliamo o scriviamo possiamo dare un senso a ciò abbiamo vissuto. Le parole sono l’evidenza dell’esistenza, se non abbiamo la parola per dire di una cosa quella cosa non esiste o non esiste ancora.
Molte cose invece esistono in questo libro, perché molte sono le parole, molte le lingue di oggi e di ieri (il greco che bello!). Una lettura davvero godibile, vertiginosa per chi ama sentire, capire, scoprire. E se fosse questo lo Strega 2024?
Tommaso Giartosio, Autobiogrammatica, minimum fax, € 19
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