Le artiste ritrovate

Melania Mazzucco costruisce un museo del mondo delle donne dove le donne creano opere d’arte ritraendo se stesse o altre donne.
Una raccolta di opere dedicata alle artiste non dette, non raccontate o addirittura sminuite dalla sicumera maschile. Eppure queste donne sono state grandi artiste, donne forti che hanno praticato il coraggio, scegliendo altro rispetto all’oppressiva vita domestica.
La galleria della Mazzucco è personale, non cronologica o geografica, ma abbraccia tutte le epoche e tutti i continenti. La sequenza ripercorre le tappe della vita di una donna dalla nascita alla morte e ci narra anche della vita delle molte artiste “scomunicate” ovvero non o mal comunicate.
Lo sapevate che la fondatrice della pop art inglese è Pauline Boty? O che la figlia di Hokusai era una grande pittrice, ispirata dagli antichi haiku? Il suo nome è Katsushika Oi.
Molte sono le scoperte: impressiona la densità e la libertà delle loro vite d’artista, elementi indispensabili per dar corso all’urgenza creativa, la numerosità e la qualità delle loro opere.
Elisabetta Sirani, Artemisia Gentileschi, Leonora Carrington, Berthe Morisot, Plautilla Nelli (“l’architettrice”), Frida Khalo, Georgia O’Keefe, Carol Rama, Kathe Kollowitz, Tamara de Lempicka, Giosetta Fioroni sono alcune delle 35 artiste presentate nel libro insieme alla loro opera più rappresentative.
Una magnifica idea per una grande mostra!
Self-Portrait. Il museo del mondo delle donne. Einaudi, 30€
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