Noi giochiamo a calcio. Dunque esistiamo!

Il calcio per i Palestinesi è soprattutto questo. “Se continuiamo a giocare significa che esistiamo, che non saremo cancellati
E se il sogno di andare ai Mondiali 2026 non si è realizzato, la squadra senza patria è invece riconosciuta da Cio e Fifa e gioca nelle competizioni internazionali, naturalmente solo in trasferta. La loro casa, i loro campi sono da anni sotto occupazione israeliana.
l libro prende le mosse proprio dal rigore a tempo scaduto che spegne il sogno della qualificazione ai Mondiali per la nazionale palestinese, squadra riconosciuta ufficialmente dalla FIFA pur in assenza di uno Stato sovrano pienamente definito.
Giulia Bassi, giornalista, esplora la condizione peculiare di un gruppo di atleti condannati a un esilio forzato: una selezione che gioca sempre e solo in trasferta, senza mai poter disputare una partita in casa. Attraverso questa vicenda sportiva, il libro si trasforma rapidamente in qualcosa di più ampio e più intimo: una riflessione sul significato di “patria”, di appartenenza, di identità.
Il calcio, in questo contesto, smette di essere semplice sport e diventa messaggio politico, simbolo di speranza e strumento di resistenza. Intrecciando la propria narrazione personale con le biografie dei calciatori, l’autrice costruisce un ponte tra memoria storica e prospettive future, mostrando come l’identità nazionale possa consolidarsi attorno a un pallone.
A Betlemme lì dove l’odore del caffé corre e si insinua tra gli strettissimi vicoli di un campo profughi sovraffollato…mi piace immaginare ancora la signora Aida, che il caffé lo preparava prima del 1948, quando l’aroma non doveva mescolarsi all’odore acre dei lacrimogeni e alla puzza dell’inchiostro di un’ordinanza di demolizione di un campetto usato dai bambini per giocare a calcio. E immagino che Aida sorrida…perché Aida è colei che ritorna. Aida è un grido disperato, come quello della canzone di Rino Gaetano… una dichiarazione all’Italia piena di contraddizioni..L’Aida di Rino Gaetano e l’Aida tra Betlemme e Bit Jala. L’Italia e la Palestina.”
Il volume è arricchito dalla prefazione di Mauro Berruto, ex ct della nazionale italiana di pallavolo.
Un racconto necessario, capace di far coesistere la passione per il calcio e la lucidità del reportage, in un momento in cui la Palestina è al centro del dibattito mondiale e lotta per non sparire.
Giulia Bassi, La Nazionale senza casa, Garrincha, 17€
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