Mediterraneo, Mare Nostrum?

Terra liquida, ispiratore di Muse antiche e moderne, incontro di popoli, civiltà, lingue, culture, cibi: unito dalla sua splendida diversità. Oggi soprattutto frontiera, muro respingente sotto gli occhi freddi complici di Frontex. Mediterraneo tomba dei disperati che dall’Africa tentano l’approdo sulle coste greche, maltese, spagnole e soprattutto italiane.
Mediterraneo è il titolo, il luogo dell’ultimo numero di Passenger, il libro-rivista di Iperborea diventato oggetto di culto e guida per viaggi di conoscenza e di vacanze.
Il nostro mare vive tempi difficili: rappresenta solo l’1% della superficie oceanica ma il 18% della sua sempre più fragile biodiversità, “ospita” il 20% dell’inquinamento petrolifero con la più alta concentrazione di catrame del mondo. la navigazione crocieristica ha un impatto devastante sulla qualità dell’acqua e dell’aria, la sua temperatura è aumentata di circa1,5 gradi dai tempi preindustriali, la plastica lo inquina, soffoca, entra nella catena alimentare attraverso i pesci sempre meno abbondanti, .
La sua varietà ha prodotto invenzioni che vanno dal monoteismo al turismo di massa, dalla filosofia greca al diritto romano, a scambi capaci di edificare città, biblioteche con un lascito di siti archeologici unici al mondo. E’ la sua potente eredità storica che lo sorregge al centro del mondo, frapponendosi al declino economico e politico iniziato nel 1492: dal Libano alla Turchia, da Alessandria ad Algeri, a Tangeri, dalla Grecia, alla frastagliata costa dalmata, ai 7500 km. di coste italiane che senza soluzione di continuità raggiungono la Francia e da lì la Spagna.
La sua agricoltura ha generato prodotti unici, capace di integrarsi con quelli del nuovo mondo, dando origine a quella magnifica invenzione che è la dieta mediterranea. Il 90% dell’olio d’oliva coltivato sul pianeta proviene dai Paesi mediterranei, l’abbondanza di frutta, verdura, legumi è unica. Il
Dove finisce l’ulivo finisce il Mediterraneo…Mangiare insieme è il fondamento dell’identità culturale e della continuità delle differenti comunità del nostro mare
Il Mediterraneo è, anche, le sue isole. Se ne stimano 10.000 e ben 13 sopra i 100mila abitanti: Sicilia, Sardegna, Cipro, Maiorca, Creta, Malta, Corsia, Eubea, Gerba, Rodi, Ibiza, Corfù. Destinazioni elettive delle vacanze degli europei e,in epoca più recente, di giapponesi, cinesi, americani: luce, cielo azzurro, case bianche, spiagge di sabbia bianca, grigia, nera, terre di ozio e dolce vita, di divertimento e relax. E sempre più affollate, deturpate, rovinate dall’industria del turismo di massa che ha certamente democratizzato viaggi e vacanze ma non si è curata di ambiente e luoghi, spesso nemmeno dei suoi 191 siti UNESCO.
Cambiamento climatico, inquinamento, depauperamento della flora ittica, turismo di massa, simbolo dell’incapacità dell’Europa di affrontare il tema migratorio senza affidarsi a prigioni e respingimenti: i problemi del Mare Nostrum sembrano irrisolvibili e l’ottimismo stupido. Eppure il suo straordinario passato dovrebbe spingere tutti a immaginare uno straordinario futuro.
In questo numero hanno scritto: David Abulafia, Rocio Puntas Bernet, Annalisa Camilli, Nick Hunt, Zulfu Livanelli, Matteo Nucci, Rachel Roddy, Christian Schule, Leila Slimani, Hyam Yared
The Passenger, Mediterraneo, Iperborea, 22€
Lascia un commento