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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

I russi sono matti

Se la letteratura russa vi spaventa ma ne siete attratti e incuriositi, affidatevi a Paolo Nori, l’autore di questo corso sintetico di letteratura russa, giunto alla seconda edizione. Un corso che di accademico non ha veramente nulla. Genio ed idiosincrasie dei grandi scrittori della letteratura russa hanno l’effetto di farci venire una voglia matta di aprire o riaprire Delitto e Castigo, Anna Karenina o Il Cappotto. Persino Puskin diventa stimolante.
Dialoghi esilaranti e vicende rocambolesche si intrecciano con le tragedia della vita, con l’epica della storia russa,

La letteratura russa che Nori considera è quella che va dal 1820 – 1991: da quando Puskin inizia ad utilizzare la lingua del popolo, dei servi della gleba, abbandonando il francese, e ad occuparsi del byt (termine intraducibile che grosso modo indica la vita quotidiana) fino alla caduta dell’Unione Sovietica, perché dopo, dice Nori, la letteratura russa non esiste più.
L’apparto iconografico inserito nella seconda edizione illumina la capacità di Nori di rendere vivi, umani, attuali (guardate quella di Bulgakov con trendissimi occhiali scuri) potenti come solo gli scrittori russi sono stati, eppur così lontani dal Potere. L’influenza che hanno esercitato sulla vita delle persone è stata enorme, oltre la censura, le restrizioni, le prigioni e le loro opere, dice Nori, le opere degli scrittori sono inabbracciabili. Troppo grandi e meravigliose per contenerle in un abbraccio.

Paolo Nori, I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820 – 1991, Utet, 20€

Sorella neve, fratello ghiaccio

Questo è il racconto di una storia d’amore. Quella fra l’autore e la neve (e suo fratello ghiaccio) iniziata sull’Altopiano di Asiago, dove è nato Daniele Zovi per 40 anni in forze al Corpo Forestale dello Stato.
Un approccio poeticoe scientifico, storico e geografico testimoniato dalle bellissime fotografie che accompagnano i capitoli e dalle spiegazioni sulle cause di alcuni meravigliosi fenomeni naturali. Per esempio sul perché la neve sembra avvolgere tutto nel silenzio. I cristalli, quando si legano per formare i fiocchi catturano aria, organizzandola in spazi che assorbono il suono. Ciò impedisce alle onde sonore di rimbalzare facilmente, come avviene in altre condizioni, attutendo così i rumori.
Zovi ripercorre la sua educazione alpina lungo i sentieri innevati: dalle esplorazioni sugli sci sulle montagne di casa, alle marce militari lungo le vie della Grande guerra, dai viaggi in Russia e sulle Ande, fino alle pendici dei grandi ghiacciai himalayani dove, incastonata nei cristalli, è conservata la memoria biologica del nostro pianeta.
Fra poesia e bellezza, una consapevole inquietudine pervade il libro: il senso di precarietà di neve e ghiaccio, la loro perdurante diminuzione e, a volte, l’assenza, che ci parla dei disastri che abbiamo provocato e la sostanziale incapacità di porvi rimedio.

Daniele Zovi, Autobiografia della neve, UTET, 18€

La notte delle leggi razziali

Roma: sono gli anni delle leggi razziali, della loro applicazione italiana e poi tedesca fino alla deportazione.

Tre storie si dipanano e disegnano il quadro della Roma ebraica di fronte all’approssimarsi della tragedia che colpirà la comunità. Sono quelle di uno scrittore di teatro costretto a nascondersi all’ombra di un “prestanome”; di una coppia di giovanissimi, Colomba nella schiera delle vittime designate e Ferruccio figlio di un persecutore; di un padre e un figlio che affrontano un duro confronto sul ruolo della classe dirigente ebraica, che il figlio ritiene colpevole di aver sottovalutato il pericolo e comunque non all’altezza di proteggere la comunità.

Tre vicende diverse ma collegate, in cui Storia e Destino si intrecciano in un gioco enigmatico e tragico.
Un libro emozionante capace di coinvolgere e scuotere il lettore.

Lia Levi, Ognuno accanto alla sua notte, edizioni e/o, 18€

Ode al treno

Quando torneremo a viaggiare, muovendoci oltre l’orizzonte dei nostri occhi, ricordiamoci di un mezzo di trasporto fantastico che consente di assaporare il senso vero del viaggio: viaggiare. E’ il treno, un tempo simbolo dell’accelerazione e della modernità, oggi mezzo ecologico e rilassante, capace di connettere non solo un luogo a un altro ma anche di mostrarci, da un finestrino, ciò che sta in mezzo (alta velocità esclusa).

Il libro del reporter svedese Per Andersson è un libro di storia, di suggestioni letterarie e cinematografiche. E naturalmente di viaggi, con notizie su compagnie ferroviarie, treni charter e itinerari in tutto il mondo. Si viaggia lungo rotte classiche nel nord dell’Inghilterra, da un capo all’altro del subcontinente indiano, sull’Oriente Express da Parigi a Istanbul, a bordo dei treni a lungo raggio che attraversano gli Stati Uniti. sulle carrozze del Polar Express. Oppure si percorrono brevi tratte spettacolari e ricche di storia come Briga – Zermatt e Opicina – Lubiana.
Mentre il mondo scorre fuori dal finestrino, Andersson racconta ai lettori quello che vede e quello che resta nascosto ai nostri occhi: le storie di alcune stazioni, i loro significati, il valore dei viaggi in treno in diverse epoche e luoghi, l’impatto che l’utilizzo del treno avrà nel prossimo futuro .

Per J. Andersson, Storia meravigliosa dei viaggi in treno, UTET, 22€

Una vergogna svizzera

Fra gli anni Quaranta e Ottanta del XX secolo, la Svizzera adottava una prassi che oggi definiremmo vergognosa, inumana, intollerabile nota come “misure coercitive a scopo assistenziale”.
Bambini e giovani – poveri – venivano tolti contro la loro volontà dalla famiglia originaria e affidati a istituti o contadini. Molte di loro sono stati sfruttate dalle nuove famiglie, da aziende agricole, o addirittura internate, maltrattate, sottoposte ad adozioni forzate o sterilizzate a loro insaputa …
E’ quanto capitato a Lidia Scettrini: un nome e una storia di fantasia utilizzati per raccontare l’esperienza di molti.
In seguito al divorzio dei genitori Lidia resta a vivere con la madre a Cavaione, in Val Poschiavo. Stanca delle prese in giro di alcuni compagni di scuola, un giorno ruba la merenda a Piero.
Accusata dai genitori del bambino – e a causa della povertà in cui lei e la madre vivono – viene mandata in istituto, dove subirà maltrattamenti da parte di alcune suore per poi essere data in affidamento a un contadino. Nella nuova “casa” c’è anche Anne, la moglie malata del contadino, unico spiraglio d’amore per Lidia. Alla sua morte, Lidia, ormai diciannovenne, può finalmente liberarsi dall’orrore di quella vita e tornare a Cavaione per rifarsi una vita, cercando di tenere a bada il dolore dei ricordi.
Nel 2018 Confederazione e Cantoni svizzeri hanno istituito un fondi di solidarietà a sostegno delle ex vittime delle cosiddette “misure coercitive a scopo assistenziale”. Una tardiva ammissione di colpa.

Begona Feijoo Farina, Per una fetta di mela secca, Gabriele Capelli editore, 16€

C’è un altro modo per stare al mondo

Ci sono donne che sanno dare riparo alle anime rotte, per vivere pienamente il proprio angolo di mondo.

L’anima rotta senza nome, è una donna in fuga dal disamore, tornata nella baita dell’infanzia, sul Monte. E’ anche una fuga dalla città dove tutto è in vendita e dove tutto si compra.

Fra la Guaritrice muta che comprende il linguaggio delle piante e fa nascere i bambini, la Rossa che gestisce la locanda del Paese, la Benefattrice nutre, la donna, lo Straniero che vuole risistemare il rifugio e piantare abeti a nord della montagna, la donna attraversa l’inverno e si rimette in cammino, mentre la montagna si prepara al disgelo.

Coltivare la bellezza, l’essenziale, guardare oltre la propria vita per sovvertire il modo di stare al mondo.

Lorenzo Marone, La donna degli alberi, Feltrinelli, 16€

Perché Milano ha solo un sito UNESCO ?

Ha vissuto l’emergenza COVID nella sua Codogno, i 300 morti della cittadina simbolo della prima ondata non sono materia per comici.

Ma Milano e l’Unesco si. Partendo dalla domanda del titolo, Maurizio Milani, il comico triste, ha deciso di porre fine a questa clamorosa ingiustizia e nei dintorni della città ha fatto scoperte clamorose.

Fonda un comitato per iscrivere nelle liste UNESCO il fiume Lambro, dove è stato inventato il kite-surf e seguendo il quale si scoprono delle vere chicche: il parcheggio di Lampugnano e le Poste di Peschiera Borromeo, i padri costituenti del cabaret e personaggi improbabili la cui storia dovrebbe far parte del patrimonio immateriale.

Ci voleva Maurizio Milani per “costruire” una guida delle cose che non ci invidia nessuno, risposta fulminante alla retorica turistica dei “luoghi che tutto il mondo ci invidia”

Maurizio Milani, La la Lambro. Itinerari da fermi fra i siti Unesco della cintura milanese, Solferino, 17€

Leggere un classico non è mai stato così entusiasmante

Scoprite la grandi fiabe con le illustrazioni di Mina Lima.

MinaLima Design è stato fondato da Miraphora Mina ed Eduardo Lima, noti per la loro decennale partecipazione ai film della saga di Harry Potter, di cui hanno connotato l’inconfondibile grafica.

Pinocchio, Alice nel Paese delle Meraviglie, La Sirenetta, Peter Pan e l’incantevole Giardino Segreto, dove i valori dell’amicizia e della famiglia si intrecciano in una storia senza tempo.

Seguite Mary Lennox tra difficoltà, amicizia e felicità: un giardino rinasce e si svela agli occhi dei piccoli (e dei grandi) attraverso sorprendenti pop-up, mappe, porte, chiavi nascoste, lettere segrete.

Frances Hodgson Burnett, Il Giardino Segreto illustrato da MiniLima, L’Ippocampo, 29,90€

Zerocalcare vale anche a Natale

Dopo il ricovero è l’ufficializzazione del decesso di Babbo Natale, magnate della Klauss Inc…. naturalmente avvenuto a Rovaniemi.

Dopo i funerali succede di tutto: incertezza sulla produzione, modifica del modello di business dell’azienda, un erede incapace (un po’ come tutti gli eredi), annunci di licenziamenti, folletti in sciopero, tumulti dove ci scappa il morto e molto molto altro.

Una storia a cavallo fra il ‘900 e gli algidi anni 2000, in cui si conferma la bravura di Zerocalcare a non cadere nella trappola del “regalo natalizio” che accontenta tutti.

Una storia vera, una storia sbagliata con una barlume di luce in fondo al tunnel.

Zerocalcare, A Babbo morto, Bao Publishing, 11€

Il mondo visto dalla cruna dell’ago

I punti fermi tracciati dal lavoro delle mani, mani di donne, danno voce a un’identità altrimenti negata.

Il libro di Clare Hunter – artista e curatrice tessile con grande capacità di narrazione – dedicato al ricamo e al cucito, arte “minore” ma molto diffusa e trasversale, rimanda a una certa di idea di “fare storia”: quella della Nouvelle Histoire di Bloch, Braudel, Le Goff capace di allargare l’orizzonte dello storico a oggetti e attività di uso comune, alle scienze sociali.

Ebbene con Hunter scopriamo come il cucito e il ricamo siano stati  linguaggi per comunicare in assenza di altri mezzi. Una scoperta che attraversa il millennio scorso: dall’arazzo di Bayeux che per tutti celebra i Normanni vincitori ed è in realtà pieno di lodi per lo sconfitto Harold; ai ricami di Maria Stuarda intenta a rappresentare la lotta fra lei ed Elisabetta, al cucito terapeutico imposto come rieducazione nelle terribili carceri inglesi dell’800.

Ma gli esempi arrivano vicino ai nostri anni: sono i foulard e gli scialli delle madri di Plaza de Mayo con il ricamo del nome del figlio desaparecido o le arpilleras, i patchwork di denuncia del regime cileno. Celebrare, esprimere gioia o dolore, denunciare le ingiustizie, tener viva la memoria.
Un grande libro!

Clare Hunter, I fili della vita, Bollati Boringhieri, 18,50€