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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

Le terre desolate dell’Antartide

L’impressione è quella di un autore non riesce a lasciar andare il suo libro. Pubblicato per la prima volta nel 2007 con Rizzoli, poi nel 2013 con Il Saggiatore, è di nuovo in libreria con una nuova prefazione e un’appendice di brani inediti. E ciò sembra sottolineare il desiderio di condividere ,ogni volta con un pubblico più ampio, una storia drammatica e appassionate: quella della spedizione in Antartide del 1912 di Robert Falcon Scott che intendeva piantare la barriera della Union Jack sul deserto di ghiaccio alla fine del mondo dove, in realtà erano già arrivati i norvegesi di Amundsen.
Di quella spedizione ci racconta un misterioso narratore, anonimo e spettrale, che legge i diari di Scott insieme ad Atkinson, componente della squadra di soccorso che andò alla ricerca dei 5 uomini partiti alla conquista della terra desolata, The Waste Land di Eliot.
E’ uno sguardo attento e pieno di pietà quello che ci consegna la storia della loro sorte. “Quell’immagine straziante non lo abbandona anche adesso che non è rimasto più nessuno e se ne sono andati tutti e hanno abbattuto la tenda ed eretto il tumulo e abbandonato la capanna dove sono rimaste molte cose che credevano inutili….Erano gentlemen che avevano qualcosa da dimenticare piuttosto che da conquistare…Soffrivano la nostalgia della madre patria e lo spleen del presente ed erano destinati a rimanere vinti dai territori lontani sui quali erano approdati”
Il libro svela la necessità dello scrittore di comprendere come si forma, consolida e modifica il ricordo: quello dei diari ritrovati di Scott, quello di chi li lesse, quello di chi ne ha scritto… E’ una scrittura poetica quella che si confronta con il dramma degli uomini che uccisero i cavalli malconci per sfamarsi, uomini disorientati, afflitti dalle ferite, dalle malattie, dalla pelle che muore, dalle dita che si anneriscono e che videro i compagni di spedizione entrare in coma e morire.
Aprite questo libro e iniziate a leggere, non vi lascerà scampo. Se per qualche motivo sarete costretti a interromperne la lettura, non vedrete l’ora di riprenderla per sapere cosa successe a Scott, Evans, Oates, Bowers, Wilson: i soccombenti.

Filippo Tuena, Ultimo parallelo, Il Saggiatore, 21€

Si, possiamo fidarci della scienza

Storici, filosofi, sociologi e antropologi della scienza concordano sul fatto che non esiste un (unico ) metodo scientifico ma esiste una pratica scientifica, ovvero una comunità di persone che interagiscono continuamente con il modo mettendo in atto un processo sociale.
Ciò consente ad ogni tesi, ad ogni novità della scienza di essere sottoposta a uno scrutinio rigoroso e plurale. E’ quindi della scienza che ci dobbiamo fidare e non degli scienziati che, per quanto eccellenti, possono sbagliare oppure assoggettarsi a indicazioni ideologiche o politiche.
Infatti, quando tesi bizzarre e discutibili sono state proposte come vere – come la dispersione di energia produttiva delle donne che studiano e fanno carriera o l’eugenetica come risvolto sociale coerente con la teoria evoluzionistica – la comunità scientifica ha negato il proprio consenso, disvelando gli aspetti ideologici e nascosti delle stesse.
Citando William James, l’autrice, docente di Storia della scienza all’Università di Harvard, costruisce una solidissima tesi di difesa della scienza: “il vero assoluto, nel senso di ciò che nessuna esperienza successiva potrà modificare, è quell’ideale punto di fuga verso cui immaginiamo che debbano convergere un giorno tutte le nostre verità provvisorie…Per il momento dobbiamo vivere al presente, con ciò che di vero abbiamo a disposizione oggi, pronti a riconoscerlo domani come falso”

Naomi Oreskes, Perché fidarsi della scienza? Bollati Boringhieri, 20€

Una storia americana

Che ruolo hanno avuto le biografie personali di Joe Biden e Kamal Harris nel determinare la vittoria del Partito Democratico alle elezioni presidenziali dello scorso novembre? Senza la pessima gestione della pandemia, Trump avrebbe rivinto? O viceversa, proprio perché portatore di valori divisivi, razzisti, negazionisti ha gestito così male gli effetti del COVID-19?
Il racconto delle vicende personali e politiche di Joe Biden e Kamala Harris raccontano pezzi importanti della biografia degli Stati Uniti. Forse la sovrapposizione delle sofferenze e delle battaglie personali con la storia collettiva ha contribuito a mettere in sintonia i due candidati con le condizioni e le sofferenze che milioni di americani stavano sperimentando sulla propria pelle a seguito della pandemia. Accanto a questo ha giocato un ruolo fondamentale l’inasprirsi della violenza della polizia nei confronti degli afro-americani, il compiacimento dell’ex presidente Trump, lo sdoganamento dei peggiori slogan dei suprematisti bianchi. E’ giunto il momento di un cambiamento epocale nella struttura fondamentalmente razzista della società americana? Ora che una donna, figlia di immigrati indiani e giamaicani è diventata vice-presidente e il vice del primo presidente nero degli Stati Uniti ha scalzato il bianchissimo Trump. Verrebbe da dire: se non ora quando?

Francesco Costa, Una storia americana, Mondadori, 17€

Biancaneve nel Novecento

Bianca è la figlia unica di Giovanni, un uomo affascinante e generoso che si considera un fallito, e Candi, una donna bella, alcolizzata che esagera con il torpiloquio e l’amore.
Bianca cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza. Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia che riguarda una nonna ripudiata, un orrore che risale a molti anni prima e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

Marilù Oliva, Biancaneve nel Novecento, Solferino, 19€

Giappone in cucina. Non solo sushi

Il Giappone gode da alcuni anni di un grande apprezzamento fra gli italiani: viaggi, estetica raffinata, idea di un paese sereno e tranquillo (la storia del ‘900 direbbe il contrario…), pulizia e sicurezza.
Tale apprezzamento vale anche per la cucina, ben più variegata e articolata di sushi e ramen.
Finalmente, grazie a questa opera di Nancy Singleton Hachisu, le specialità regionali e le preparazioni tradizionali dell’intero Arcipelago sono accessibili a coloro che amano cucinare a casa propria. Attraverso 400 ricette, divise per portata, viene esplorata la cultura gastronomica di ogni area del Paese con zuppe, spaghetti, sott’aceto, piatti unici, dessert e molte ricette a base di verdure.
L’autrice li ha provati nella sua cucina e poi trascritti, fornendo anche consigli su come reperire miso, katsuobushi sakè, salsa di soia e mirin. Interessante l’attenzione alla tradizione vegetariana buddhista.

N. Singleton Hachisu, Giappone. Il Ricettario, Phaidon-L’Ippocampo, 39,90€

Raga, ascoltate Caravaggio

Libri da leggere e da ascoltare. Nascoste fra le pagine, i QR Code consentono di liberare le voci racchiuse nel libro.
Come in questo “L’amore vince tutto”, dedicato agli ultimi momenti della vita di Caravaggio, il maestro delle ombre, del buio e del chiarore.
Ma i veri protagonisti sono 3 ragazzi, 3 amici : Nina, la cui mamma dirige la Galleria Palatina di Firenze, gode del privilegio di visitare, sola, le sale del Museo e osservare incantata, Giuditta con la testa di Oloferne. Anche se il suo dipinto preferito è L’ Armorino dormiente, realizzato da Caravaggio a Malta, due anni prima di morire. E poi Jamal, anch’egli appassionato d’arte e Lorenzo che va matto per lo skateboard.
Entrambi hanno ricevuto un messaggio da Nina che li convoca urgentemente alla Galleria: da dietro la tela dell’Armorino è uscito un merlo, novello Mercurio, dal cui becco cade un misterioso bigliettino…”MERCURIO DICE: PRONTI A VARCAR LA SOGLIA? V’ASPETTA IL MAREGGIAR DELLA FENIGLIA, INDIETRO AI TEMPI SCURI TRA DAME E CUPI FIGURI. SOLVI IL MISTERO DEL PITTOR MORENTE E RIPORTA IN QUADRO IL PICCOLO DORMIENTE”
Assorbiti dal dipinto, i tre amici si ritrovano in abiti seicenteschi, davanti al mare, sulla spiaggia della Feniglia dove sotto una barca rovesciata giace il Caravaggio…

M. Castagna, K. Muhova, I misteri di Mercurio. L’amore vince tutto, Emons, 15,00€

Fa un po’ troppo caldo

Non lasciamoci ingannare dalle temperature e dalle copiose nevicate dell’inverno 2021. La temperatura media del pianeta sta continuando a salire.
L’Italia del Nord fra 50 anni avrà climi sempre più africani. Come è possibile evitare che a Milano faccia caldo come a Casablanca, che Jakarta sprofondi sott’acqua e gli alligatori colonizzino il Circolo Polare Artico?
Grazzini e Rossi pensano sia possibile. Con un linguaggio e un’infografica alla portata di tutti, gli autori ci stimolano a comprendere le parole-chiave della questione ambientale: riscaldamento globale, CO2, energie rinnovabili, effetto serra… E, meritoriamente, a smontare le fake news, tese a confutare in modo palese oppure, più sottilmente, a utilizzare presunte teorie scientifiche. Vien da chiedersi: chi ha interesse a diffonderle? E qualche idea gli autori ce l’hanno.
Come qualche idea e suggerimento ci forniscono per “fare la nostra parte”, sapendo bene che i comportamenti individuali sono davvero efficaci sono sono in grado di influenzare decisioni collettive: in primis quelle politiche capaci di orientare in modo diverso lo sviluppo economico e gli stili di vita. Ce la faremo a salvare il pianeta e noi con esso? Il pianeta si. Noi forse: siamo ancora in tempo.

F. Grazzini, S. Rossi, Fa un po’ caldo, Fabbri, 15,00€

Bambini vegetariani?

96 pagine e 50 illustrazioni per dimostrare che è possibile crescere un bambini vegetariano o vegano senza gravi ripercussioni sulla sua salute. La scienza sembrerebbe confermarlo, suggerendo ai genitori un’alimentazione su base vegetale se non al 100%, almeno in buona parte. Anche perché è dimostrata la funzione protettiva nei confronti di sovrappeso e obesità, diabete e arteriosclerosi, ictus e vari tumori.

Alternando favole, i cui protagonisti sono gli animali, a ricette di facile realizzabilità, il libro stimola i bambini (e gli adulti) a cucinare consapevolmente, aggiungendo un tassello importante di un’educazione etica. E se le cialdine di piselli spezzati non vi convincono, potete sempre optare per la tortina di carote o le sfoglie di mirtilli e lamponi!

E. Angelin, S. Cargnello, T. Giacomello, Melaleggo in un boccone, Moka 12,90€

Il bar degli zanza

Il Dizionario Treccani definisce zanza, una parola dell’Italia settentrionale che sta a indicare un truffatore, l’imbroglione, il furfante. Ma noi che vicino a Milano siamo e di libri ne mastichiamo, pensiamo subito ai libri di Scerbanenco, ad atmosfere ovattate di nebbia e tram, all’umana simpatia che molto degli zanza ancora oggi ci ispirano

Ad essi e a un quartiere molto “zanza” – il suo quartiere, Baggio – Tino Adamo, passato da barista e ora in in forze alla Sergio Bonelli editore, dedica questo libro, teatro della commedia umana un po’ furfante, un po’ dolente ma quasi sempre perdente.

Guidati dal Tino (sarà lui?), uno dei due baristi del locale del locale che da il titolo al libro, il Virgilio di Baggio, conosciamo un microcosmo frequentato da giocatori d’azzardo, simpatici furfanti, delinquenti di mezza tacca e un anziani alcolisti. Ai tavoli del bar si giocano interminabili partite di poker dove la posta in gioco è talvolta molto più “seria” del denaro. E se la Baggio degli anni ’80 sembra oggi superata, se la vivibilità del quartiere è decisamente migliorata, l’affresco di quell’umanità furba e perdente è un canone, non solo letterario, ancora valido.

Tino Adamo ll bar degli zanza, edizioni unicopli, 14€

Mujeres, una sofferenza resistente

Le storie delle donne che vivono nel batey Ciguapa della Repubblica Dominicana strappano la patina della cartolina caraibica dei villaggi turistici di Bayahibe e Punta Cana.
I racconti di Celestine, Flor, Yvette, Anabel, Nora, Arielle e Liliane ci portano nel mondo dei migranti e dei loro discendenti haitani: i lavoratori dei campi della canna da zucchero che vivono in conglomerati fatti di baracche di lamiera, situazione igienico sanitarie precarie e privazioni di diritti. E se ciò è vero per tutti, la situazione si aggrava quando si parla di donne. Nulla di nuovo nella storia dello sfruttamento e della povertà. Ma nondimeno intollerabile.

Il libro di Zecca Castel ci fa scoprire una realtà quasi sconosciuta e, soprattutto, ci fa “ascoltare” la voce delle donne con una narrazione che lega le vicende personali a temi e problemi collettivi.
Le discriminazioni, lo sfruttamento, il perdurante sentimento anti-haitiano, gli abusi e le violenze anche domestiche, le maternità indesiderate, l’abbandono, le malattie… sono un collante endemico dei batey. Ma lo scopo del libro è soprattutto quello di far emergere l’unicità della biografia delle 7 protagoniste, anzi l’autobiografia, visto che sono loro stesse a “dirla” con le parole che conoscono, semplici ed elementari ma non meno potenti. Parole che testimoniano dell’assenza felicità che tuttavia riconoscono e a cui aspirano. Almeno per le figlie e i figli.

Raul Zecca Castel, Mujeres. Frammenti di vita nel cuore dei Caraibi, Edizioni Arcoiris, 14€