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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

Quando la cucina è una questione di parole

Ce lo fa intuire il precisino Julian Barnes, cuoco tardivo che dopo anni di povertà, incompetenza e conservatorismo gastronomico, si dedica alla cucina con piacere ed entusiasmo, ma da pedante apprensivo e riluttante assaggiatore.

Teoria e precisione dovrebbero caratterizzare le ricette e non empirismo e approssimazione. La frase “oh io non seguo ricette” non lo convince. Le ricette vanno seguite punto dopo punto e indagate.

La ricetta delle carote Vichy (glassate) deriva dalla presenza di ortaggi collaborazionisti? No perché in origine erano cotte nell’acqua termale…di Vichy.

Quanto sono grandi le cipolle medie? Ovvero in base a quale unità di misura? E qui è necessario affidare a un’analisi comparativa fra quelle presenti in casa: una via dimezzo fra le più grandi e le più piccole!

Anche la lista degli ingredienti, le modalità di preparazione, l’utilizzo di verbi e modi di dire ovunque presenti nei libri di cucina – affettare o tritare finemente o grossolonamente – sono l’ispirazione per un libro davvero divertente, dalla colta comicità.

Come si addice a vero pedante e raffinato scrittore inglese da cui vorremmo ricevere un imperdibile invito a cena.

Julian Barnes, Il pedante in cucina, Einaudi, 14€

Con una Fiat Topolino dentro la polvere del mondo

E’ quello che fece il fotografo e scrittore svizzero Nicolas Bouvier, quando fra il 1953 e il 1954 a 24 anni parte per un viaggio che attraverserà i Balcani, la Grecia, la Turchia, l’Iran, l’India fino all’Afghanistan.

E’ autentica letteratura quella che ci consegna Bouvier, un classico da leggere e rileggere capace di tenere insieme il racconto autobiografico, diario di viaggio, storia e, appunto letteratura.

Come dice Paolo Rumiz nella prefazione, solo le descrizioni di Bouvier ci fanno venir voglia di visitare Prilep in Macedonia, un luogo polveroso e brullo, dove il profumo di melone apre il grande viaggio a Est.

Quanti luoghi oggi sono divenuti impraticabili e i confini, vecchi e nuovi, dannatamente pericolosi. E ora Kabul non ci suggerisce un posto che “odorava du timo, arnica, e ronzava di vespe…”

Consigliatissimo per tutti coloro che si preparano a ripartire, a viaggiare, ad andare

Nicolas Bouvier, La polvere del mondo, Feltrinelli, 20€

Felici con un libro

E’ stato il libro dell’anno 2017 in Germania, è stato tradotti in 14 lingue e nel 2019 in italiano dal piccolo ma prezioso editore Keller di Rovereto.

La signora Selma vive in bucolico paesino del Westerwald insieme a una tenera e bizzarra comunità. Quando nei suoi sogni le appare un okapi qualcuno nei dintorni, nel giro di 24 ore, muore. Ma senza che il sogno riveli chi mettendo tutti in agitazione.

In tutta la sua vita Selma aveva sognato l’okapi tre volte, dopodiché era sempre morto qualcuno, perciò tutti si erano convinti che l’apparizione onirica dell’okapi e la morte fossero eventi indissolubilmente correlati. Ma forse perché è così che funziona il nostro cervello induce a credere anche ci sia un nesso anche se un nesso non c’è come qualcuno comincia a dubitare.

Un libro-fiaba per adulti che ci catapulta in universo meraviglioso dove si vive immersi nella natura in “una sinfonia di verde, azzurro e oro”

Marina Leky, Quel che si vede da qui Keller, 18€

Aldo Manuzio o del piacere del libro

«Un bel libro dedicato al personaggio simbolo della Venezia rinascimentale, che trasforma l’arte della stampa in un marketing globale» – Marino Niola, RobinsonForse non lo sapete, ma il piccolo oggetto che avete in mano – così maneggevole, chiaramente stampato, dai caratteri eleganti, corredato da un frontespizio e da un indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio, che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia.

Alessandro Marzo Magno, L’inventore di libri. Aldo Manuzio. Venezia e il suo tempo, Laterza, 20€

Incontro di meraviglie

Curiosità, originalità, ispirazione: parole chiave per ogni romanziere. Ma non meno importanti per chi si occupa di scienze esatte. L’autore di Sabato e SolarLa ballata di Adam Henry e Macchine come me esplora e celebra da tempo gli inediti punti di convergenza fra «due nobili e distinte forme di indagine sulla nostra condizione umana», la letteratura e la scienza. Questa volta ce li racconta in cinque saggi acuti e graffianti che ci invitano a trarre meraviglia e piacere anche dal fallimento, così da goderci il «sublime trionfo della creatività umana».

Ian McEwan, Invito alla meraviglia. Per un incontro ravvicinato con la scienza, Einaudi, 14€

Ritorneremo a Venezia. Con Corto Maltese

Una guida-invito a perdersi con l’aiuto di un filo d’Arianna di sette di itinerari in quel labirinto di terra e di acqua che è Venezia. Itinerari che sono il risultato del bighellonare trentennale degli autori fra calli e campielli segreti, scorci sorprendenti e indimenticabili e addirittura la possibilità di gustare una buona cucina veneziana, insieme ad Hugo Pratt.

Il messaggio è chiaro: evadere dai flussi turistici è possibile, anche a Venezia. Per esempio aprendo le porte che danno il nome ai 7 itinerari. Si parte con la Porta dell’Avventura che dalla statua di Goldoni vi porta alla corte dei Milion dove aveva casa la famiglia di Marco Polo, si prosegue con la Porta del Mare che inizia dai giardini napoleonici noti anche come giardini della Biennale. E poi la Porta d’Oriente che da Ca’ d’Oro introduce a un itinerario che costeggia ristoranti esotici e arriva al Ghetto nuovo, entrando nel quartiere che dal 1527 ospitò o meglio rinchiuse tutti gli Ebrei stanziali della città, precedentemente dislocati nell’area dela Giudecca.
A seguire la Porta dell’Oro che parte da San Zaccaria e conduce allo splendore del centro città, incrociando il caffé Florian e la vicenda di Giacomo Casanova, la Porta dell’amore che gli autori suggeriscono di “aprire” nei giorni feriali quando si tiene il mercato ittico, parte da Rialto e si conclude di fronte al molino Stuckey: un po’ di british style nello skyline veneziano.
Intriganti sono gli itinerari della Porta del colore che indugia fra istituzioni artistiche famose e laboratori come quello che ha visto nascere le cartelle grafiche di Hugo Pratt dedicate ai granatieri e a Corto Maltese e della Porta del Viaggio. Qui si sceglie la barca o il vaporetto per vagare fra le isole: da S. Lazzaro degli Armeni, al Lido, Torcello, Burano e Murano. D’altro canto a Venezia la barca xe casa.

Le illustrazioni di Hugo Pratt, le mappe degli itinerari, la ricchezza sconfinata di palazzi, chiese, edifici pubblici, la segnalazione puntuale di ristoranti e osterie fanno di questa guida una delle più utili per riscoprire, ogni volta, la meraviglia senza fine di Venezia.

Hugo Pratt (con Guido Fuga e Lele Vianello),

Corto Sconto. La guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta,

Rizzoli Lizard, 19€

Solo i dodicenni rimarranno

La catastrofe si è compiuta 12 anni prima, la terra è spopolata. O quasi. Perché i neonati sopravvissuti 12 anni prima sono 12 anni. A Parigi sono divisi in due tribù: i “tepee” dal nome della tenda conica dei nativi indiani d’America e i ragazzi del castello. Tutti sono cresciuti senza adulti ma mentre i primi hanno trasformato la Tour Eiffel in un gigantesco “tepee”, vivono a contatto diretto con la natura pescando nella Senna e cacciando nel Bois de Boulogne, i ragazzi del castello sono chiusi nel Louvre e utilizzano video pre-registrati prima della catastrofe, per avere accesso ai codici della cultura e del patrimonio del passato. Ciò consente loro di sviluppare un’organizzazione molto precisa. Sono istruiti, vegetariani, coltivano quello che mangiano ed eleggono i loro rappresentanti: il re o la regina.
I due gruppi si ignorano fino a quando…gli animali iniziano a morire. Il confronto fra selvaggi e istruiti è inevitabile. E da qui parte un racconto pieno di personaggi, colpi di scena, storie di amicizia e vendetta, tradimento e potere, ecologia e possibilità di convivenza. Su tutti e tutto si erge il sole di ferro, gemello di quello autentico per i tapee, satellite artificiale per gli inquilini del Louvre.

Michel Bussi abbandona il giallo per addentrarsi nei meandri di una saga che sarà articolata in 4 volumi e che non nasconde il riferimento alle suggestioni narrative della Rowling e del suo Harry Potter. Il professore di geografia politica in aspettativa – per dedicarsi a tempo pieno di letteratura – celebra in questo libro anche Parigi, una città magica per un provinciale di Rouen fra luoghi arcinoti e chicche sconosciute non solo ai turisti ma spesso anche a les citoyens come: l’Ile aux Cygnes – isola artificiale sulla Senna – e la Très grande bibliotèque, la spettacolare biblioteca nazionale inaugurata da Mitterand nel 1995.

Michel Bussi N.E.O.. La caduta del sole di ferro. Libro uno, E/O, 18€

Attenti come un pesce rosso..

Come ha fatto lo smartphone a diventare una dipendenza così forte sovrastando la nostra volontà di dover e voler fare? Uno strumento fantastico e infernale capace di distrarci sempre e comunque, che ha sempre la priorità rispetto a tutto e tutti?
Come siamo arrivati ad avere una capacità di attenzione che non supera, mediamente, gli 8 secondi, meno di quella di un pesce rosso?

Proviamo a riflettere sui nostri comportamenti, proviamo a tenere un traccia degli eventi di una giornata e la maggioranza di noi si riconosceranno nell’esperienza di Lisa Iotti, giornalista e autrice di docufilm per per RAI 3 e SKY. Quella di una “tossica digitale” alla ricerca di una personale strategia di disintossicazione, per mettere all’angolo i moghul del digitale.

Passi fondamentali: consapevolezza del problema,, riscoperta di capacità cognitive e di memoria delegate all’app di turno, attenzione a chi la pensa diversamente da noi . Usciamo dalla bolla, valichiamo i confini di quelle “comfort zone” diventate sempre più ansiogene e prive di senso.

Lisa Iotti, 8 secondi. Viaggio nell’era della distrazione, Il Saggiatore, 19€