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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

Poesia per immagini dedicata ai bambini

Raccontare ai bambini, tramite testi e illustrazioni, le grandi poesie della letteratura del mondo. E’ lo scopo della collana Magnifici Versi, proposta da Carthusia edizioni.

In questo album il racconto è scandito dai versi di Akiko Yosano, poetessa giapponese del primo Novecento, magnificamente (avverbio usato a proposito) illustrati da Sonia Maria Luce Possentini, vincitrice del premio Andersen 2017.

Il tempo che scorre fra le stagioni, il paesaggio che muta e, con esso, i colori, sono racchiusi nel tanka, la forma poetica più longeva e rigida del Giappone. Forma profondamente rinnovata e “allentata” dai poeti romantici del Novecento fra cui spicca Akiki Yosano.

Akiko Yosano e Sonia Maria Luce Possentini, Non dubitare dei sogni, Carthusia, 17,90€

Italia 2786. Tutti al mare ai lidi di Lodi?

1000 anni dopo Goethe, un giovane turista mitteleuropeo, Milordo, visita l’Italia. E’ il suo Grand Tour.
Arriva da un’area geografica dove il clima è decisamente mutato, o troppo freddo o troppo caldo, ma la struttura fisica della terra è rimasta sostanzialmente intatta. Nulla in confronto all’Italia. Qui il mare ha sommerso pianure e città, inclusa Venezia. Belluno, in montagna, è diventata la metropoli del Triveneto.
I monti Lessini, nei pressi di Verona, costeggiano costeggiano calette adorne di palme, datteri e banani. Verona è (ancora) un’affascinante città, solcata da canali e sorretta su palafitte. Il basso Garda è diventato un’area lagunare decisamente poco salubre e il mare padano si sta saldano con il lago, un tempo il più mediterraneo del Nord Italia. Il clima è pessimo e le condizioni di vita spesso insopportabili. Ma la possibilità di emigrare verso il nord è preclusa dalla militarizzazione dei confini di Svizzera e Austria.

Il racconto immaginario e spesso esilarante – il Prosecco è ormai un doc di Cortina d’Ampezzo e ii milanesi vanno al mare a Lodi – si alterna all’argomentazione scientifica che configura alcuni fra i possibili scenari derivanti dai cambiamenti climatici. Ma innalzamento delle temperature e del mare, penetrazione salina che corrode terre e modifica i corsi e gli specchi d’acqua dolce non sono nuovi per la lunga vita della terra. Ciò che è inedito è la velocità con cui tali cambiamenti stanno avvenendo, che comportando sconvolgimenti che oggi si manifestano in modo tangibile in altri continenti. Ma che non tarderanno a farlo anche da noi.

Il governo indonesiano ha iniziato i lavori per spostare altrove la capitale Giacarta, una metropoli dove 30 milioni di persone sono immersi in un clima ormai invivibile e che potrebbe parzialmente sprofondare intorno al 2050; alcuni atolli disabitati delle Maldive sono già stati sommersi dalle acque dell’Oceano Indiano, l’avanzata del deserto e l’inaridimento delle terre coltivabili costringe intere popolazioni africane a muoversi per cercare altrove forme di sostentamento. Sono fatti che rendono meno fantascientifico il paesaggio italiano che si presenta agli occhi del giovane Milordo nel 2786 e, in particolare, le numerose città a mollo, tutte patrimonio UNESCO, mitici gioielli del sapere e del saper fare dei popoli italici.
Il tempo a nostra disposizione per arrestare gli effetti del cambiamento climatico è sempre più scarso. L’attuale modello economico, gli stili di vita, gli allevamenti intensivi, il “troppo di tutto ma non per tutti” rischia di distruggerci.
Lo slogan “salviamo il pianeta” è inesatto, il pianeta si modificherà ma noi forse no. Non c’è abbastanza spazio sulla Terra per evacuare tutti, per rialzare le città, per trovare nuove terre da coltivare. Quello che ci manca è il senso di urgenza che dovrebbe spingerci ad agire. Ora.

L’acquisto di questo libro contribuisce alle attività del neonato Museo di Geografia di Padova.
Telmo Pievani e Mauro Varotto, Viaggio nell’Italia dell’Antropocene, Aboca, 22€

La vita in un dettaglio

“Quel che riunisce queste pagine, che a lungo sono state piste di atterraggio per la polvere, è un’indulgente rilegatura: altro non lo giustifica…”
Non fatevi ingannare da queste parole dell’autore. Le 279 pagine di Libro di furti sono puro godimento, uno dei modi migliori per trascorrere una serata divertente, magari con l’aiuto di un buon calice di vino rosso, che la profonda leggerezza delle parole non offusca.
Le micro-biografie di scrittori e dei loro personaggi immaginari, così come quelle di vite spezzate raccolte da Baroncelli “come conchiglie sulla spiaggia” sono tutte l’esito di uno sguardo spesso ironico su un particolare, quello capace di racchiudere un’intera vita.
Nel libro si susseguono 301 vite, raccolte in capitoli e per temi. Così in Bestiario scopriamo la falena che entra nella stanza di Proust. In Carta cantava leggiamo la lettera che il poverissimo Karl Marx scrive al caro Engels annunciando di aver finito il manoscritto (si quello) ma che è senza un penny per spedirlo. “Credo che nessuno abbia mai scritto sul denaro con una tal mancanza di denaro”. In Racconto di due città (dedicato ai fan di Dickens) vediamo una Rimini con due volti: quello sognante di Fellini che trasforma il circo in troupe cinematografica, e quello dolente di Marco Pantani che il 9 febbraio 2004 arriva in quel residence senza bagaglio: inutile per entrare in una tomba.

Che altro possiamo dirvi per spingervi a prenotare questo libro? Forse il capitolo sui russi dove Anna Achmatova precede la (micro) biografia di Lavrentij Beria? Oppure Questi fantasmi dove i libri cambiano il destino delle persone come a Seamus Heaney. “Nacque nella conte di Derry: l’inferno sulla soglia di casa. Ebbe per penna mestolo e scalpello. Dal fondo magico della torbiera pescò gli antichi morti con cui voleva vivere.”

Eugenio Baroncelli, Libro di furti. 301 vite rubate alla mia, Sellerio, 14€

A volte ritornano

Scrive Wu Ming2 “…il marketing non è la mia tazza di tè…e dico che questo libro, se davvero ha contribuito a promuovere il nostro sentiero, è perché non aveva quell’obiettivo.”
Ma quell’obiettivo è stato raggiunto a sua insaputa.
Il sentiero degli dei, quello che in cinque giorni porta da Bologna a Firenze attraverso l’Appennino, era percorso da una nicchia di camminatori. Ora attira migliaia di turisti, si stimano (pre-Covid) almeno 10.000 persone l’anno.

Dieci anni dopo la prima edizione, oltre al manifestarsi del turismo di massa sono successe molte cose: l’Alta Velocità e la variante di valico hanno vinto. Le battaglie per mettere in prima piano il territorio, le sorgenti d’acqua, gli animali o, almeno, un briciolo di senso critico nei confronti delle grandi opere e della loro reale utilità sociale hanno perso.

Il tratto ferroviario Bologna-Firenze è percorribile praticamente solo con i treni ad alta velocità. I pochissimi treni alternativi sono delle tradotte e nessun impatto reale vi è stato sulla riduzione del traffico su strada che è, in realtà, aumentato.
Ne valeva la pena? Ne valeva la pena per pochi minuti in meno deturpare il Mugello e i suoi fiumi? Ne valeva la pena accogliere nuovi turisti che si lamentano dell’impossibilità di fare una doccia dopo una lunga camminata? Ma, pare esclamare l’autore, i veri camminatori della montagna mettono nel conto questa eventualità!
Nessun recriminazione elitaria ma ricerca e riflessione sulla possibilità di una fruizione intelligente, rispettosa, capace di valorizzare il genius loci (che esiste davvero) del sentiero, invece di trasformarlo in un parco giochi mordi e fuggi. Tema peraltro comune a tutto il turismo, la cui crescita senza fine genera uno dei più preoccupanti impatti ambientali.
Cosa si può fare? Magari, a partire da chi accompagna i gruppi di turisti-camminatori, è possibile fare una rete, tipo quella per il cibo creata dai GAS, i Gruppi di acquisto solidale? Ovvero un patto fra i detentori di interessi economici che parta dal basso, articolata per porzioni di territorio, controllata dagli stessi operatori. Non bollini calati dall’alto sulla base di discutibili o incompleti criteri, bensì “certificazioni” basate sulle relazioni, sul confronto, sull’esigenza di miglioramenti che includano il fattore umano, animale e ambientale. Per ora ciò è stato affidato alla sola volontà dei singoli. Sarà possibile fare qualcosa “insieme”? Per esempio, suggerisce l’autore, stabilendo un contingentamento del numero dei gruppi. Togliendo, diciamo noi, l’appetito a chi arriva unicamente per investire sulla “moda dei cammini”, moltiplicando B&B e falsi agriturismi e privilegiando chi ha deciso di vivere lì, alimentando così un’etica collettiva resistente.

Sono domande della “nuova edizione aumentata” de Il sentiero degli dei. La struttura per paragrafi ha consentito all’autore di mantenere molto della precedente pubblicazione e aggiornare dove necessario, sia gli eventi sia le riflessioni, dando conto di ciò che è rimasto uguale e di ciò che è cambiato. Un libro che è diventato a suo modo una combinazione di cronaca contemporanea, di guida a un percorso che unisce piazza Maggiore a Piazza della Signoria (affascinante no?) e un’esortazione a reimparare a camminare con la stessa voglia di un infante che intraprende il sentiero della vita.

Contro l’oblio, il viaggio

Questo è un libro di cui innamorarsi. Conquistati da Carla, ex giornalista votata alla cura del prossimo, madre di 2 figli gemelli, molto diversi ma accomunati da una incredibile genialità, la seguiremo in viaggio in un’Europa ormai frammentata, lacerata in repubbliche e principati, divisa da muri e dogane fortunatamente ancora permeabili. E’ una ricerca rocambolesca, su uno scuolabus targato Zagabria, volta a restituire dignità, reputazione e onore a un giornalista, a un intellettuale, a un cultore innamorato della lingua italiana. E per questo non esita a guidare ore e ore in un viaggio che sembra non finire mai, componendo tessera dopo tessera il mosaico della personalità, della storia, della scrittura e della vicenda umana del signor Emme: Paolo Monelli.

Contro la damnatio memoriae, Carla vuole comporre un dossier da consegnare al giudizio di un’oscura Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opere proibite che ha sede nel novello Stato Pontificio. La aiuteranno i gemelli e lo zio Giordano, l’autore del Degli Eroici Furori, arso vivo in Campo de’ Fiori. E quando la ricerca si completerà tutto verrà consegnato alla Congregazione. O forse no.
Come luoghi della memoria e del sogno scorrono Roma, Firenze, Lisbona, Cascais, Salamanca, Madrid, Marsiglia, Parigi, Francoforte, Oslo, Bergen, Caponord, Bornholm, Istria, Turchia, Atene, “una città piena di Partenoni” come narra un gemello. Che nostalgia di Europa, quella che era e non è più.

L’erudizione contenuta in questo libro non scalfisce la finzione, la storia, la fiaba e nemmeno l’umorismo che permea un testo davvero originale. Abbiamo ancora bisogno dell’utopia Europa così come abbiamo bisogno di muoverci, viaggiare, conoscere e di ..arte.


Massimo Roscia, Il dannato caso del signor Emme, Exorma, 16,50€

Un tenero libro di Pasqua

Ma quando è Pasqua?
Come fa mamma Tilda a rispondere a questa domanda che arriva dal suo uovo? Dall’uovo dove un pulcino vuole uscire, nascere proprio a Pasqua.

Saranno gli indizi forniti dalla civetta Vera: la primavera, la luna piena, la domenica. Poi le campane suoneranno a festa e il pulcino potrà finalmente uscire dall’uovo…

Un libro delicato, pieno di colori “gentili” da leggere e condividere con tutti i bambini. E’ proposto da una piccola casa editrice del Canton Ticino – Marameo – la prima della Svizzera italiana specializzata in editoria per bambini e fondata nel 2017 a Gordola, paese non distante dal lago di Locarno da Francesca Martella


Gerladine Elschner e Alexandra Junge, Il pulcino di Pasqua, Marameo, 17€

Alle fonti dello spirito dello Yoga

“Questo rinnovato contatto con il mondo dello Yoga – il suo dominio mentale sulla realtà materiale e la sua disciplina spirituale – fu per me molto istruttivo, e vi sono grato per avermi offerto una visione di questo mondo affascinante”.
Thomas Mann

Si dice che l’ Autobiografia di uno Yogi sia uno dei libri da leggere almeno una volta nella vita. Nei momenti dell’esistenza in cui ci poniamo interrogativi profondi, come il difficile periodo storico che l’umanità intera sta attraversando, è possibile fare riferimento alle parole dei Maestri Illuminati.
Fra di essi Paramhansa Yogananda, colui che ha portato gli insegnamenti dello Yoga e della meditazione in Occidente, riuscendo a trasmettere profondi messaggi spirituali che ancora oggi trasformano la vita di molte persone.

Sull’Autore
Paramahansa Yogananda è stato il primo grande Maestro dell’India a vivere in Occidente per un lungo periodo di tempo: oltre trent’anni. Nato nel 1893, morì nel 1952 negli Stati Uniti. Fino a quel momento aveva “iniziato” oltre centomila studenti allo Yoga e oggi, più che mai, è considerato come un esponente illuminato della scienza universale dello Yoga. La sua vita è considerata una fusione armoniosa della saggezza spirituale del suo Paese d’origine con la visione materialistica e l’efficienza pratica predominanti nella sua Patria di adozione.
Sul libro
E’ un libro che parla di Dio, del posto occupato nella vita dell’uomo, nelle sue speranze, nella sua volontà, nelle sue aspirazioni, nei suoi traguardi raggiunti. Espone la sua idea di uomo creato da Dio e il suo significato per ogni individuo. La realizzazione dell’unità dell’uomo con il suo Creatore, con l’Uno, il Tutto, è l’intera essenza dello Yoga. Lo scopo degli insegnamenti di Yogananda aiutano a prendere consapevolezza del proprio potere interiore e a sviluppare una maggiore forza di volontà.

Per chi vorrà leggere questo libro sarà possibile aprire un confronto con una modalità diversa di interpretare la vita, riceverne un rinnovato stimolo e un’ispirazione per i propri progetti. Quali che siano gli effetti prodotti, il libro non lascerà indifferenti, aggiungendo un pezzo di conoscenza dell’esperienza umana alla nostra conoscenza.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, Astrolabio, 18€

A proposito di Dante

E’ una guida turistica letteraria quella che vi presentiamo nell’anno che celebra Dante Alighieri a 700 anni dalla sua morte. Un italianista – Simone Marchesi – e un disegnatore formatosi all’Istituto d’Arte di Monza – Roberto Abbiati – si incontrano sulla strada della Divina Commedia.
Ne viene fuori un libro che combina una terzina, una nota e un’immagine o, meglio, un disegno, un segno grafico, per ogni Canto.
Nel percorrere questi “cento passi nella Commedia”, si scopre un nuovo sentiero per addentrarsi nel capolavoro di Dante che offre spunti, suggestioni, spunti per riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo.
Interessante la costruzione dell’Indice dei nomi taciuti, da cui trarre una “bibliografia” in forma di rimandi ad altre opere e autori, ad altre forme artistiche come la pittura, il design e persino la canzone.

Di tutti i libri finora usciti, in attesa dei molti che ancora vedranno la luce, nel 2021, la pubblicazione di Marchesi e Abbiati è sicuramente la più godibile, la più intrigante, capace di attrarre anche coloro che hanno ricordi nebulosi di tormentate interrogazioni liceali. Una vera e propria opera aperta.



Simone Marchesi, Roberto Abbiati, A proposito di Dante, Keller editore, 25,90€

I profumi del mondo

Sandalo, cannella, cedro, muschio, basilico, patchouli, violetta, gelsomino, lavanda, mimosa, osmanto, ylang-ylang, bergamotto, limone, cardamomo….sono legni, foglie, fiori, frutti, semi ed emanano profumi spesso di effimeri, di breve durata. Il più persistente è quello dello ylang-ylang, diffusissimo nelle Comore e nel Madagascar: il preferito dalla profumeria francese che lo importa copiosamente dalle ex colonie.

Scrive Jean Giono: “Gli dei creano gli odori, gli uomini fabbricano i profumi. Deboli e nudi riescono a sopravvivere solo per mezzo di macchinari…Il profumo è l’odore più l’uomo”
Ellena, naso esclusivo di Hermes fino al 2018 e poi creatore indipendente, ci guida in un viaggio poetico, geografico e botanico. Ogni “sorgente” odorosa è descritta e analizzata, collegata alla storia dell’esplorazione del mondo, indicata come ispiratrice di profumi famosi come l’Eau Savage di Dior o Shalimar di Guerlin e corredata dalle magnifiche illustrazioni di Karin Doering-Froger..
Un Atlante che è un racconto olfattivo del mondo, una guida botanica di paesaggi, natura, storie dell’evolversi delle fragranze. Sfogliandolo par quasi di “sentirli” quei profumi, capaci di amplificare i ricordi di luoghi e persone.

Jean-Claude Ellena, Atlante di Botanica Profumata, L’Ippocampo, 19,90€

Enciclopedia dello Yoga

E’ l’unica enciclopedia italiana sullo Yoga: l’autore, Stefano Piano, è Docente emerito del Dipartimento di orientalistica di Torino mentre l’editore è un filosofo e un dotto sanscritista. Aiutati da un’equipe di 14 collaboratori altamente specializzati, hanno inteso colmare una lacuna nel campo degli studi indologici, italiani ed europei, mettendo un po’ di ordine e precisione scientifica in un settore a lungo trascurato dalla scienza accademica.
Da Abbandono (nel senso di rinuncia) a Zen, passando per gli Asana (posizioni dello Hatha-Yoga) più importanti e conosciuti, tutte le informazioni utili per la conoscenza di questa disciplina di controllo del corpo e della mente vengono sistematicamente raccolte e illustrate.
L’Enciclopedia dello Yoga è un indispensabile punto di riferimento per chi si occupa di Yoga a qualsiasi livello: per chi pratica, per chi desidera approfondire e studiare, per chi insegna.
I principali Asana vengono analizzati in maniera esaustiva e completa, partendo dall’esecuzione della postura con le sue varianti, illustrate da disegni stilizzati di chiara interpretazione, fino all’elenco dei benefici.
1000 voci in ordine alfabetico, 100 illustrazioni, 300 disegni, una limpida esposizione dei diversi aspetti dello Yoga e una ricca bibliografia fanno di questo libro un’opera essenziale sulla cultura tradizionale e sul pensiero filosofico-religioso dell’India.

Stefano Piano, Enciclopedia dello Yoga, Magnanelli, 29,50€