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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

Giorno dopo giorno in compagnia di Virginia

Ci verrà del bene a convivere per un anno, fianco a fianco, con una creatura che non ha mai ceduto, in cambio di sicurezza o di identità, il suo grande amore per un’esistenza libera”

Ne è sicura Nadia Fusini, autrice del libro, studiosa di letteratura inglese comparata, presidente dell’Italian Virginia Woolf Society e, qui, costruttrice di un diario virtuale dove troviamo, giorno dopo giorno, lettere, recensioni, estratti dai diari e dai libri, collocati nei 365 giorni di un anno che attraversa tutti gli anni vissuti dalla Woolf.

E così, giorno dopo giorno, si passa da una considerazione sul ritmo de Le Onde, a un invito all’amante Vita Sackville-West, all’incipit de Al Faro, alla visita Katherine Mansfield, al vibrante saggio dedicato a L’artista e la politica. Come fa l’artista a contemplare la rose o la mela quando la società è nel caos? E poi vi sono i giorni dedicati alla ricerca spasmodica di una parola che possa dare ordine alle figure che ha dentro il cervello, alla descrizione delle voci che la spingono verso l’abisso della depressione.
Ma quando la vita riprende, ecco le cronache delle serate a Bloomsbury, in compagnia di Leonard Woolf, le esortazioni alle studentesse dei collegi femminili a prendersi una stanza tutta per sé e procacciarsi una sommetta di 500 sterline, per poter scrivere e vivere dignitosamente. Come dire: le donne devono mettere al sicuro le proprie condizioni materiali di indipendenza per poter essere libere, per creare, pensare, fare.

E’ una lettura corroborante questo libro, è un’ispirazione quotidiana per chi è alla ricerca di idee, stimoli o spunti di riflessioni sull’arte, la letteratura, la politica, il femminismo, la vita.
E’ sicuramente una lettura imperdibile per chi vuole svegliarsi ogni mattina in compagnia di Virginia Woolf.

Nadia Fusini, Un anno con Virginia Woolf, Neri Pozza, 19€

Cercasi signora disponibile

Quando la signora Vinter uscì per strada e inspirò l’aria fresca della serata primaverile pensò a quanto bella fosse la vita nella sua imprevedibilità. Le era capitata una situazione davvero rara, inattesa. In seguito all’esperienza con il signor Bauer, era come se si fosse imbattuta in un pioniere di una disciplina completamente nuova. Le apparve così logico quel lavoro con le carezze…”

Un libro sulle occasioni perse. Quelle di Florijan Bauer, un ingegnere vedovo che si guadagna da vivere grazie a un’invenzione casuale e che da tempo ha deciso di allontanare le emozioni dalla, e Veronika Vinter, impiegata di banca indebitata con un matrimonio fallito alle spalle e un amante sposato in servizio.
Florijan commissiona a Veronika un lavoro a dir poco bizzarro: accarezzarlo sulla schiena (e solo quello) per 200 kune all’ora (per i curiosi 1 kuna = 0,13€) .

Fra ricordi e immaginazione, la signora Vinter pensa alla schiena del signor Bauer come una tela su cui dipingere, riattivando una passione spenta dal padre e dalla vita e trovando un’autentica ispirazione artistica.

L’arte e il suo potere terapeutico riescono ad alleggerire l’insostenibile pesantezza di due solitudini, aprono nuove strade, profumano di futuro. Benvenuto lieto fine!

Marina Vujcic, Una questione di pelle, Bottega Errante, 17€

Che emozione tornare a viaggiare in Europa!

Cogliere un dettaglio per disegnare itinerari inediti nelle città che conosciamo per guardarle con occhi nuovi: il dettaglio che ci suggerisce Jan Brokken è il legame fra creazione artistica e il luogo che la genera, fra l’artista e il suo percorso di formazione in quello stesso luogo.

Luoghi, città e artisti: fra di essi Bologna e Giorgio Morandi, Bergamo e Gaetano Donizetti, Dusseldorf e Joseph Beuys, Erik Satie e Parigi, Amsterdam e Gustav Mahler, San Pietroburgo e Sostakovic, Cagliari ed Eva Mameli, la madre di Italo Calvino, prima donna a dirigere un orto botanico in Italia.

Per ognuno di questi legami, quasi indissolubili, Brokken ci racconta una storia, ci mostra fotografie e acquarelli. Ne emerge una collezione di guide originali delle città e di biografie degli artisti. Lo stile è quello di un reportage partecipato, dove il reporter Brokken si lascia coinvolgere, emozionare, meravigliare.

“Sulla piazza davanti alla cattedrale (di Cagliari) mi sembra di bruciare vivo. L’Orto Botanico si trova a Ovest della città, vicino a una caserma, accanto a un anfiteatro romano ed ad altri resti archeologici”. Questo era il regno di Eva ovvero Giuliana Luigia Evelina Mameli da Sassari. Laureata in matematica a Cagliari, ricercatrice di malattie delle piante in un laboratorio di Pavia dove si laureò anche in scienze naturali, volontaria della Croce Rossa durante la Prima Guerra Mondiale, moglie di Mario Calvino con cui condivise il soggiorno a Cuba, luogo di nascita di Italo, Eva Mameli nel 1926 fu nominata docente non stabile all’Università di Cagliari e direttrice dell’Orto Botanico.

Torniamo a viaggiare in Europa, con occhi nuovi. E l’emozione intatta.

Jan Brokken, L’anima delle città, Iperborea, 19€

Amore, antifascismo e libertà

“Che cos’è la febbre del volo? Te lo spiego io…E’ quell’impulso interiore, forte e trascinante al quale non resisti, che ti conduce a fidarti di un trabiccolo sgangherato con un motore a scoppio, per sfidare…le leggi della fisica” E non solo. Lauro de Bosis sfida il regime fascista, lo beffa sorvolando il cielo di Roma per diffondere messaggi antifascisti.
Gesto coraggioso compiuto su un piccolo monoplano, il trabiccolo che con lui si inabissò nel mar Tirreno.

Fra Parigi, Bruxelles, New York e Londra, l’inquieto mondo degli antifascisti accoglie questo personaggio visionario, un dandy pieno di poesia e di amore per la libertà e per Ruth Draper. Lei è un’ attrice di primo piano della scena teatrale americana, di passaggio a Roma con l’autorizzazione del dipartimento di Stato. 17 anni di differenza non impediscono ai due di vivere una travolgente quanto fuori dagli schemi storia d’amore, resa solida dalla comune fede antifascista.

Una vicenda romanzata ma ancorata a documentate vicende storiche, in cui fanno capolino Pirandello Marta Abba, Yeats, Josephine Baker e Jean Cocteau, Liborio Porro e Benito Mussolini, i condannati Antonio Gramsci e Umberto Terracini,

Nel periodo più “fulgido” del regime fascista normalizzato, giunse la notizia dell’impresa di Lauro de Bosis, l’eroe romantico che spiccò il volo in nome della libertà di tutti.

Giovanni Grasso, Icaro, il volo su Roma, Rizzoli, 19€

Europa perduta Europa ritrovata

Questo è un libro scritto di notte, precisa Paolo Rumiz, perché nel buio, attorno al fuoco, sono nati i racconti delle nostre radici, narrazioni fondanti di Europa. Emozione e nostalgia, sconfitta dei vecchi europei e caparbietà dei nuovi che anelano a una nuova patria. Libro poetico denso di miti e di orrori quotidiani. Da leggere subito.

Quattro Argonauti si imbarcano alla ricerca di un continente che ha perso l’anima e persino il nome. E’ l’Europa che i 4 nomadi van cercando: Sam il francese askenazita, Ulvi il turco di madre tedesca, Petros il greco, l’astronomo, il narratore senza nome di origine dalmata.

Sulla Moya, barca inglese dal nome gaelico, intraprendono il viaggio sulla scia del mito, della storia, persino dell’attualità, alla ricerca della capostipite di “europa” . Un continente “che aveva attraversato l’abominio ma poi ne aveva perso la memoria. Dimenticati il fango, le trincee, i carri di bestiame per gli umani, i forni crematori, i gas, le bombe…”

Europa è la prima donna che attraversa con paura il Mare Nostro in tempesta, per approdare al vecchio continente. La leggenda della principessa fenicia rapita da Giove-toro rivive nella ragazza trovata sulle coste del Libano, profuga siriana in cerca di una nuova patria. Con lei i 4 nomadi faranno un viaggio fra le meraviglie del mare aperto ma anche fra gli “scogli” di un mondo fuori controllo fra naufragi e corpi di migranti che affiorano, conflitti e pestilenze, incendi e alluvioni, turismo di massa senza rotta. Grazie a lei capiranno che Europa è il sogno di chi non ha patria, di chi viene da lontano, di chi, forse, potrebbe restituirle l’anima.

Paolo Rumiz, Canto per l’Europa, Feltrinelli, 17€

“Napoli è mille culure”

Napoli è Fan Page, la testata giornalistica online ormai conosciuta da tutti per i video-inchiesta sui rapporti di contiguità fra nazi-fascisti e alcune forze politiche nazionali.

Napoli è una città sotterranea che convive con una delle metropolitane più belle del mondo, dalle mille stratificazioni architettoniche, storiche e sociali.

Napoli è la fumettista Cristina Portolano, è lo street artist Jorit che restaura il ritratto di Maradona ma anche il più grande scavo archeologico sotto il Maschio Angioino.

Napoli è teatro quotidiano, set di film e fiction, come la serie “Un posto al sole” studiata da “quelli di Hollywood” come esempio di produttività e creatività; è un perenne vivaio culturale con la sua lingua e la sua musica, che si intreccia con l’abbacinante bellezza di un patrimonio artistico vista mare e vista Vesuvio.

La città ha tassi di dispersione scolastica vertiginosi e straordinarie esperienze di maestri di strada. una povertà che pare endemica e centro innovazione sociale permanente. Napoli non ammette disimpegno, scrive Cristiano de Majo: chi ci vive è chiamato non solo alla testimonianza ma anche alla resistenza al cancro criminale che la divora con violenze e complicità.

Il numero di The Passenger che vi suggeriamo è una guida emozionante senza usare le armi del folkloristico del facile stereotipo: aggiornata, vibrante, ricca di suggestioni e di “mille culuri”, come la città di cui narra. Imperdibile

AA.V., The Passenger. Napoli, Iperborea, 19,50€

Manco per sogno

A scuola??!!? Manco per sogno risponde Pasqualina.
Il primo giorno di scuola può essere un test difficile per i genitori ma è sicuramente un momento importante e impegnativo per i piccoli.

E allora che si fa? Beatrice Alemagna, una delle più sapienti e originali scrittici e illustratrici della letteratura per bambini, ribalta la situazione.

Sarà Pasqualina a dover prendersi cura dei suoi genitori diventati piccolissimi e timorosi dell’avventura scolastica che li aspetta. In questo modo si troverà a trascorrere il primo giorno di scuola dimenticando capricci e paure, e vivendo tutte le grandi novità della giornata.

Tenerezza e sorriso per le contraddizioni dell’infanzia, fase della vita di grandi scoperte e cambiamenti. 

Un album delizioso dedicato a tutti i piccoli che si apprestano ad affrontare il primo giorno di scuola. E un po’ anche ai grandi che stanno loro vicino.

Beatrice Alemagna, Manco per sogno, Topipittori, 18€. Età consigliata dai 3-4 anni in su

E come disse Cher “L’uomo ricco sono io”

Frase fulminante e illuminante quella di Cher. Quando la madre le consigliava di smettere di cantare e trovarsi un uomo ricco, rispose: “Mamma, l’uomo ricco sono io”.

Eh si, ancora oggi, il rapporto fra donne e denaro, fra donne e patrimoni è terribilmente problematico. Lo è quando si cerca un lavoro o si negozia una retribuzione, quando si “aprono testamenti” davanti a un notaio e il patrimonio va ai figli (maschi) e una mancia (magari lauta) alla femmina, quando l’educazione alla gestione del denaro e quindi alla capacità di acquisire autonomia reale viene riservata prevalentemente ai maschietti di famiglia.

L’indipendenza economica ovvero la possibilità di fare delle scelte, pubbliche o private, professionali o affettive, senza l’assillo di come sbarcare il lunario rende concreta la libertà a cui tutte aneliamo. L’uomo ricco è solo una catena di metallo più prezioso ma sempre una catena.

Le autrici passano in rassegna le biografie di donne alle quali la libertà è spesso costata cara: donne che hanno, infine, compreso che volere dei beni propri, dei soldi proprio spesso coincide con il proprio bene. Sono 10 persone molto diverse fra loro: Oprah Winfrey, Nadia Comaneci, Francesca Sanna Sulis, J.K. Rowling, Helena Rubinstein, Angela Merkel, Madame Clicquot, Beyoncé, Chiara Lubich, Asia Argento. Non importa se ci piacciono o meno, se condividiamo o meno le loro idee e i loro percorsi di vita. Quello che le unisce è la capacità di stabilire un rapporto con il denaro che invece che alla schiavitù, porta alla libertà, e all’emancipazione.

E quindi ragazze ricordate, nella “stanza tutta per sè” portatevi anche 500 sterline o “Tre ghinee” se preferite!

Michela Murgia, Chiara Tagliaferri, Morgana. L’uomo ricco sono io, Mondadori, 19€

Nel cuore del Mare (Nostrum)

Salvare le barche tradizionali per salvare la memoria: quella della gente di mare, dei pescatori, dei migranti, di chi è andato e ancora va per mare.
Scopo dell’autore è ricostruire la storia e le storie dei gozzi, imbarcazioni che nelle lingue e nei dialetti delle coste mediterranee assumono nomi diversi ma con caratteristiche simili.

Gozzi, gussu, vuzzi, mourre, de pouar, guz, dghajsa, bussi, pointus, gajeta, barquete, lodsu, luzzu: quanti luoghi, popoli, lingue, tradizioni evocano questi nomi!

Conoscere la storia che sottende a ciascuna di queste parole è un po’ come fare “una crociera” fra Liguria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Corsica, Costa Azzurra, Spagna, Tunisia, Malta, Croazia.. con una puntata in…California. E il libro può diventare una guida preziosa per la prossima vacanza sul mare o in vista del mare

Tecniche costruttive, materiali, utilizzi, colori, tutto ha un significato nel fasciame dei gozzi. Una storia mai raccontata che ci spinge a rafforzare l’impegno per salvare il patrimonio marittimo, materiale e immateriale, del Mediterraneo.

Giovanni Panella, Gozzi, pescatori e marinai, la nave di carta, 16€

Pubblicare l’impubblicabile

C’è una frase a cui si pensa dopo aver letto il libro di Stefania Maurizi. E’ la strofa della canzone di Francesco Guccini, Don Chisciotte: “il potere è l’immondizia della storia degli umani”.
Maurizi è infatti l’unica giornalista che ha lavorato fin dall’inizio sui documenti segreti di Wikileaks l’organizzazione che. utilizzando la Rete e violando il segreto di Stato, ha portato alla luce i crimini, gli scandali e le pressioni del potere, in particolare quelli della guerra al terrore degli ultimi decenni.

E’ una guerra che ha coinvolto eserciti, servizi segreti, polizie, spie: dall’invasione dell’Irak, lanciata sulla base di prove false sulle armi segrete di Saddam, alle “tecniche” della CIA per rapire e torturare sospetti terroristi senza alcun rispetto per leggi nazionali e le indagini in corso nei Paesi coinvolti (le extraordinary rendition = consegne straordinarie…); dai massacri dei civili perpetrati dagli eserciti occupanti, agli “errori” commessi nell’imprigionare innocenti nel lager di Guantanamo fino ai combattimenti di forze militari “in missione umanitaria”.

Pubblicare l’impubblicabile per tenere in scacco il potere, quello occulto, le cui azioni non sono orientate dalla necessità di proteggere i cittadini ma dagli interessi di gruppi economici e politici: questo è il compito che fin dalla sua nascita si sono dati Wikileaks e il suo cofondatore Julian Assange.

Assange si trova ora in una prigione di massima sicurezza a Londra, in pessime condizioni di salute, in attesa dell’appello adito dal Governo USA per farlo estradare nelle sue carceri. Con straordinario accanimento gli organi di governo e di polizia USA vogliono mettere le mani su un cittadino australiano detenuto in un carcere inglese.
Ma che ha fatto Julian Assange di tanto greve? Ha pubblicato prove documentali e video che inchiodano, le democrazie occidentali a responsabilità terribili. Per esempio, con l’aiuto di Chelsea Manning, ha prodotto il video Collateral Murder in cui, fra le risate dei militari USA, si assiste all’uccisione gratuita di 14 civili fra cui 2 bambini. Militari graziati da Trump.

La condivisione con media, cittadini, siti è stata la modalità con cui i file “segreti”, a partire da quelli relativi all’Afghanistan, sono stai rivelati al mondo. Testate prestigiose come The Guardian, Der Spiegel, The New York Times e, a seguire, l’ex gruppo l’Espresso in cui lavorava Stefania Maurizi, hanno dato credito a Wikileaks: hanno selezionato i file, hanno eliminato nomi di persone che potevano essere in pericolo e poi hanno pubblicato. Giornalismo non hackeraggio.

Qualsiasi cosa si pensi, quello che emerge da questo libro è l’assoluta integrità, il coraggio e il desiderio di verità dei protagonisti di Wikileaks. Fermare l’estradizione di Assange è essenziale affinché il giornalismo non diventi totalmente organico al potere o puro strumento di intrattenimento.
Leggere Il potere segreto, libro a cui si è ispirato Riccardo Iacona per la puntata di Presa diretta del 30 agosto, è necessario se abbiamo cuore quella cosa che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Stefania Maurizi, Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e Wikilieaks, chiarelettere, 19€