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Autore: lorena.ferrari@pagina59.it

Ricominciare dai libri…per bambini

Da dove si inizia a ricostruire un Paese raso al suolo, a disintossicare la popolazione dal veleno dell’odio e della propaganda nazista, a ricostruire un’idea di convivenza fra le persone?

Dai bambini, o meglio, dai libri per bambini.

Così la pensava così la Signora dei libri, Jella Lepman, ebrea tedesca tornata in Germania dopo essere sfuggita alle persecuzioni razziali. Lì, alla Haus der Kunst di Monaco allestisce, nel 1946 una mostra con 4000 libri, molti dei quali mai tradotti in tedesco, perché mandati al rogo o proibiti dalla censura nazista.

Lì, gli affamati Anneliese e Peter, ascoltano The Story of Ferdinand, il toro che disobbedisce al suo torero, preferendo i fiori al combattimento. E poi Pinocchio dall’Italia, Heidi dalla Svizzera, Babar dalla Francia, Pippi dalla Svezia…
Con la sua mostra e l’aiuto fondamentale di Eleanor Roosevelt, Jella Lepman fondò la prima Biblioteca Internazionale per ragazzi del mondo, nota ora come il “Castello dei libri”, perché ospitata nel Castello di Blutenburg fuori Monaco (https://www.ijb.de/home/): 30.000 volumi per 600.00 titoli in oltre 130 lingue.

Kathy Stinson, La Signora dei Libri, illustrazioni di Marie Lafrance, Lapis, 14,50€

La versione di Kitty

Quanti bambini sono ancora vittime della armi, delle guerre, delle persecuzioni, dell’ingiustizia? Tanti, tantissimi. Forse perché gli uomini non sono fondamentalmente buoni come credeva Anne.
E’ questa una delle riflessioni che ci propone Kitty, l’amica immaginaria con cui si confidava Anne, scrivendo il suo diario, e che prende improvvisamente corpo dal prezioso manoscritto conservato nella casa dove si era rifugiata la famiglia Frank.
E’ Kitty che ci racconta della sua amicizia con Anne, bella e tribolata, è con lei che ne scopriamo la tragica sorte.

Ed è con Kitty, scambiata per una ladra che ha rubato il prezioso Diario, che fuggiamo da un’ingiustizia, così come tante persone nel mondo. Costrette a nascondersi, a rischiare la vita, a celare spesso la propria identità. Come Anne.

Ari Folman, registra israeliano già autore del graphic novel tratto dal Diario ce ne propone un altro. Insieme alla disegnatrice Lena Guberman, racconta nuovamente la storia di Anne ma con uno scopo bene preciso: l’orrore non è finito, sotto altre forme esso si manifesta nel mondo che aveva giurato “mai più”. Potrà mai prevalere il messaggio di due ragazzine che si sono passate il testimone della speranza? Per dirla con Guccini: si placherà mai il vento?

Consigliata la lettura a ragazzi maggiori di 11 anni.

Ari Folman, Dov’è Anne Frank, con illustrazioni di Lena Guberman, Einaudi, 15€

Stare alle regole del gioco

Attenzione, non lasciatevi ingannare da un modo di fare rispettabilmente borghese: queste sono donne capaci di tutto per salvare le apparenze e ottenere ciò che desiderano… Tanto da aver adottato un linguaggio in codice che solo loro sanno decifrare.

“E’ una persona piacevolissima” significa che è noiosa come un ciambellone
” E’ un personaggio” significa che è ubriaca
“Si sta divertendo” significa che è una sgualdrina
“E’ dolce” significa che ha l’Asperger

Sono le terribili casalinghe del Sud degli Stati Uniti che Helen Ellis, che dall’Alabama (c’è uno stato del sud più sudista dell’Alabama?) spia dietro le tende di case apparentemente perfette per una raccolta di racconti divertenti e irriverenti, costellati di punte di cattiveria e tristezza qua e là. Book club con abbondante Chardonnay, ascolto di audiolibri erotici mentre si lavano i pavimenti, mascara per tingere le sopracciglia, affogare i dispiaceri nello Chanel n. 5. Ma anche in un Pinot grigio, una volta esaurito lo Chardonnay.
La verità della finzione che alla fine ti fa dire: casalinga? Dille di smettere. A proposito, l’autrice dall’Alabama si è spostata a New York

Helen Ellis, Casalinghe americane, La Tartaruga, 19€

E, comunque, viva il treno!

La passione per il treno che travolge i bambini non ha mai abbandonato Marco Carlone, video reporter e fotografo che, quando scopre i Balcani, si fa narratore e ci racconta come si viaggia sulle ferrovie più ignorate, vecchie e scalcagnate d’Europa.

Dall’Albania, con la sua cortissima rete ferroviaria, fino ai Carpazi ucraini o con la sorella povera della Transiberiana che da Chisinau in Moldavia raggiunge Mosca, viaggiare in treno significa imbattersi nella peculiare geografia storica e politica dei Paesi una volta detti d’Oltrecortina. Paesi dalle ferite che sanguinano ancora. Il grande muro è venuto giù ma decine ne sono stati tirati su.

Il treno è un mezzo unico per chi voglia incontrare la vita di questi Paesi. E’ il collante sociale fra le persone, fra i contadini che dalle zone rurali raggiungono le stazioni di frontiera per vendere la loro merce. Dai suoi finestrini si vedono le anziane babuske ucraine-russe con il carrellino della spesa, in attesa sulle banchine, si ammirano, loro malgrado, le vecchie locomotive dal sovietico design, si incontrano le strade ferrate dove passano solo treni merci o i boschi della Bulgaria deturpati – anche là – dalle velleità del turismo dello sci.

In treno si visitano l’Albania e la Macedonia, la Bosnia divisa, la Dalmazia e un po’ di Serbia, la Romania, l’Ungheria, l’Ucraina divisa: luoghi di cui molti si sono pazzamente innamorati. Anche in treno.

Marco Carlone, Binario Est, Bottega Errante, 15€

Le ricette son poesie

Miss Eliza Acton fu una poetessa inglese costretta a dedicarsi all’editoria culinaria, rivoluzionandola, con un manuale che diventerà il punto di riferimento, diremmo il canone, dei futuri scrittori e scrittrici di cucina.

Fu costretta perché il solito saccente rappresentante del genere maschile, Mr. Longman, si rifiutò di pubblicare le sue poesie invitandola a scrivere di ricette. Ci pare di sentirlo mentre apostrofa Eliza: la poesia non è roba per donne, piuttosto la cucina…
Solo il bisogno di soldi, diventato impellente dopo la bancarotta del padre costretto a fuggire all’estero, la indusse ad accettare ma…a modo suo.

Aperta con la madre una pensione nella città termale di Kent, Eliza si occupa di cucina e di teoria di manuali. Sperimenta ricette, abbinamenti di sapori per ottenere perfette combinazioni, proprie come faceva con i suoi versi. La cucina è la nuova poesia. Con il contributo di Ann, giovane sguattera diventata cuoca, si perfeziona il Modern Coookery for Private Families.

Pubblicato per la prima volta nel 1845, 10 anni dopo il gran rifiuto di Mr. Longman, il Cookery sovverte gli schemi classici dei libri per ricette e racconta la storia di donne indipendenti, capaci di superare convenzioni e classismo in nome di un’amicizia senza tempo. Una bella storia, un’affresco dell’Inghilterra ottocentesca ma anche tante deliziose ricette; dall’anatra selvatica arrosto al curry di pesce all’indiana, dalle focaccine all’arancia al budino per sua maestà.

Annabel Abbs, La cucina inglese di Miss Eliza, traduzione di Federica Aceto, Einaudi, 21€

Il condominio dei sogni

Una casa dove tutti vorremmo abitare, un luogo dove i problemi non diventano conflitti, dove il custode si chiama Angelo.

In Via del Sorriso (123) quattro bambini e un cane scoprono le stagioni e la magia del tempo che scorre. Un libro che è quasi un diario. Articolato in 12 capitoli come i 12 mesi dell’anno. A Gennaio si scoprono il grande cuore e la grande perizia di Angelo, a Febbraio il protagonista è il cane Poldo, a Marzo la primavera invita i bambini del condominio alla semina e a una visita in fattoria.

Aprile è il mese della caccia alla chiave perduta che apre il prezioso armadietto di Angelo mentre a Maggio tutti si cimentano con il caso dell’ascensore rotta, E finalmente arriva l’estate. A giugno una bella sorpresa aspetta i bambini: in cortile appare la piscina gonfiabile. A luglio la scoperta delle stelle oltre il buio della notte fa fare sogni bellissimi prima che agosto mandi tutti in vacanza.

Settembre è il mese della ripartenza con la scuola e le nuove attività: sport, musica, l’educazione dei cani. Malanni di stagione colpiscono anche Angelo ad ottobre che si riprende a novembre con l’arrivo della sorella Amalia, cuoca sopraffina. Dicembre, manco a dirlo, richiede l’impegno di tutti per fare le decorazioni natalizie e… fare un regalo all’Angelo custode le condominio dei sogni. Bella la vita vero?

Lodovica Cima, Via del Sorriso 123, con illustrazioni di Giulia Dragoni, Il Castoro, 13,5€

Una gatta chiamata Learco

“Che poi il mio gatto, era una gatta, anche se, poverina, aveva un nome da gatto, che poi era un nome d’uomo, si chiamava Learco.
Se fossi tornato indietro l’avrei chiamata Fufi…”

Si l’autore è lui, Paolo Nori, scrittore, traduttore, blogger, docente allo IULM di Milano e alla Scuola Karenin di Bologna, quello che ci tiene incollati con le sue dirette Instagram o le registrazioni su You Tube al racconto della letteratura russa e, con i suoi libri e una scrittura che si nutre di avanguardie russe e lingua emiliana ci porta ad amarla, a scoprirla o riscoprirla.

In questo libro è un gatto, il suo gatto, a sollecitare un racconto che mischia, come in altri suoi libri, riflessioni sulla vita, sulla sua vita, sulla Battaglia, dove fanno capolino le pagine di Oblomov da tradurre. E in più le illustrazioni di Andrea Antinori.

Antinori o anti-nori? Non sarà mica uno di quelli che causavano disastri quando e lui e la Battaglia piccola…..
Insomma, leggetelo.

Paolo Nori, A cosa servono i gatti, con illustrazioni di Andrea Antinori, Terre di Mezzo, 12€

The dark side della scrittrice

Quanto è diventato difficile per la letteratura interrogarsi sul male. Opzione che si scontra con l’esigenza di compiacere il lettore e, di consolare. Esigenza di consenso e commerciale.

Eppure, ci dice Loredana Lipperini, conduttrice del Fahrenheit di Radio3 dei tempi nostri, non c’è nulla di più efficace della letteratura fantastica e horror nel raccontare la realtà, nell’ingaggiare un “corso a corpo con il Male” , nell’evitare lo zucchero che addolcisce qualsiasi orrore per affidarsi al valore salvifico (?) delle buone famiglie. Valore richiesto agli scrittori e ancor più alle scrittrici, alle quali “viene richiesto di raccontare di sé senza turbare”.

E allora ben venga questa raccolta di pagine di donne, scrittrici italiane, che si sono cimentate con il perturbante, con il gotico, con gli spettri e con il terrore, come ha insegnato loro Mary Shelley.

Incontriamo così l’altra faccia di Marchesa Colombi, Carolina Invernizio, Paola Masino, Anna Maria Ortese, Paola Capriolo, Gilda Musa, Matilde Serao, Grazia Deledda, Chiara Palazzolo

Loredana Lipperini, Le scrittrici della notte, Il Saggiatore, 19€

Nulla è impossibile nelle storie per bambini

Una fiammella allegra e danzante, lui un cubetto di ghiaccio dimenticato dopo una bevuta fra amici.

Il fuoco e il ghiaccio: una combinazione impossibile, uno dei due dovrebbe sparire. A meno che…

Non più fiamma, non più ghiaccio, ecco che una mirabile fusione li trasforma in una catena di molecole di vapore acqueo. L’uno diventa l’altro ed entrambi diventano uno.

Un libro bellissimo, adatto anche ai piccoli di 3-4 anni, dove storia e illustrazioni – anche loro – si fondono a creare un’atmosfera rarefatta, magica dove le storie d’amore impossibili non esistono.

Con uno stile poetico ed evocativo descrive l’amore perfetto, la cui durata, chi lo sa…forse è per sempre.

Francesco Niccolini e Sonia Maria Luce Possentini, Storia d’amore e di vapore, Carthusia, 20€

Una storia sbagliata

“Non ha più una foto, né una lettera, niente del suo passato. I giorni scorrono senza bisogno di contarli. Quando sei per strada, vivi alla giornata. Dopo un po’ lei occupa tutto il tuo posto, non pensi ad altro. E’ come il cinema

Siamo in presenza di una storia vera che si dipana come un giallo. Un “true crime” che arriva fino ai giorni nostri, sublimamente raccontato da Florence Aubenas, scrittrice, giornalista di Liberation e Le Monde, reporter di guerra anche in Iraq dove, nel 2005 verrà rapita insieme al suo interprete e poi liberata.

Protagonisti sono:

1) Catherine Burgod, l’ammirata figlia di un notabile locale spesso afflitta da sindrome maniaco-depressiva, colpita da 28 coltellate nelle piccole Poste di Montréal-la-Cluse

2) Gerard Thomassin, attore di talento senza mediazioni e clochard, vincitore di un Cesar, ospite di attori famosi e di quartieri popolari, di alberghi e di marciapiedi, figlio dei servizi sociali e dell’orrore dell’affido famigliare sbagliato. Colpevole ideale quando la giustizia “non sa più che pesci pigliare”

3) una valle francese al confine fra Svizzera e Italia, dove spicca un lago azzurrissimo, celebrato anche da Alexander Dumas. Negli anni ’70 la nuova autostrada la cancella dalle rotte degli automobilisti; si trasforma nella valle della plastica e i contadini della montagna diventano operai, la crisi del 2008 la attanaglia, trasformando i suoi abitanti in precari permanente. La sua posizione, fra Ginevra e Lione, diventa un passaggio ideale per il traffico di droga

Aubenas ci ha messo 7 anni per ricostruire una vicenda orrenda e complicata, per delineare l’affresco di un luogo e di una comunità distrutti dalla modernità e dalla precarizzazione senza fine, per raccontare cosa sono e cosa fanno i servizi sociali francesi, per denunciare le storture di una giustizia ingiusta. Una ricostruzione precisa che non le impedisce di delineare personaggi inquieti e memorabili, di gettare uno sguardo rispettoso e solidale nei confronti di chi vive ai margini, restituendo loro umanità e dignità.

Un gran libro per una storia sbagliata, che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Florence Aubenas, Lo sconosciuto delle poste, Feltrinelli, 17€