Faceva parte del terzo battaglione Morvan che si imbatté in una colonna di carri armati tedeschi. Durante lo scontro 7 giovani combattenti persero la vita: fra di essi André Chaix.
E’ il 23 agosto 1944 e lui ha 20 anni, 2 mesi e 30 giorni.
Siamo in Provenza, nella Drome dove l’autore di questo libro, Hervé Le Tellier, cerca una casa, una sua casa. Quando la trova, sotto a una mattonella, scorge un nome: André Chaix. Il 2024 è il centenario della sua nascita, l’ottantesimo della sua morte. Da quel momento l’urgenza di scrivere, di ricostruire la vita di questo giovane uomo, è insopprimibile. Il 2024 è il centenario della sua nascita, l’ottantesimo della sua morte, è necessario dare la parola a lui e agli ideali per i quali è morto.
Ma a guardare il mondo per come va, non ho dubbi che occorra ancora parlare di occupazione, collaborazionismo e fascismo, di razzismo e rifiuto dell’altro sino alla sua distruzione.
E allora parte un’indagine sulla famiglia, padre, madre e fratello, sui luoghi dell’infanzia e della giovinezza sulla fidanzata Simone, probabilmente conosciuta in una delle tante serate nelle bories, cavità diventate luoghi di ballo e divertimento per i giovani dei terribili anni ’40.
Première photo avec toi ma chérie qui seras toujours pour moi la douce et pure Simone..rien ne nous separeras à part la mort…
Anche in guerra, anche sotto occupazione trovare momenti di leggerezza, andare al cinema, correre, scattare una fotografia è possibile oltreché necessario. Quali film vedeva André, cosa mangiava, come si vestiva prima di fare la scelta della vita? Prima di combattere l’occupante, prima di diventare un clandestino entrando nella Resistenza?
Stava a Dieulefit, era apprendista nelle Cèramiques: siamo nel sud est della Francia, nella zona di Valence, dove cittadine e cittadini salvarono molti ricercati, nascosero fuggiaschi ebrei destinati alla deportazione, a rischio della propria vita e di quella dei loro cari.
Come è possibile che negli stessi anni potessero convivere le migliori persone possibili e le peggiori persone possibili. Quale processo manipolatorio ha portato tanti tedeschi, uomini e donne, giovani e vecchi a commettere le atrocità peggiori della storia umana? Siamo dei primati conformisti, non dobbiamo sopravvalutarci, ci adeguiamo velocemente e senza sforzo alla legge del più forte, alla massa numerosa. Ribellarsi richiede pensiero, azione, fatica. Chi ce lo fa fare? Se Goebbels dice che siamo superiori, che dobbiamo dominare il mondo chi siamo noi, essere comuni, per non crederci?
Forse potremmo diventare tutte e tutti dei “buoni nazisti” come esemplificato nell’agghiacciante esperimento condotto alla High School di Palo Alto in California dal docente Ron Jones. Leggetene la descrizione a pagina 80 del libro, leggete la “fondazione” della Terza Onda…
Ci solleva sapere che ci furono persone altre. Persone come “Zia Marguerite” co-fondatrice di una scuola per bambini turbolenti, che li accoglieva e faceva loro respirare l’aria buona della Drome. Anche Jean Piaget visitò quella sorta di “repubblica dei bambini” che ci piace pensare avrebbe entusiasmato anche il “nostro” Gianni Rodari. Diventò una scuola di eccellenza dove più di un bambino su due era in realtà un bambino nascosto che rischiava la deportazione.
Zia Marguerite era davvero una zia, suo nipote Francois Subeyran fu sicuramente un amico di André e come lui entrò nella Resistenza. Probabilmente avrebbero seguito insieme la I armata di Lattre fino a Parigi se, in quel maledetto 23 agosto del 1944, il camion che trasportava André e i suo 12 compagni non fosse stato falcidiato dai tedeschi. Quel camion sulla cui fiancata spiccava la parola “Speranza”
Un libro che racconta una storia illuminata dal coraggio di coloro che diedero un senso alla loro vita e, come ci dice Le Tellier, anche alla nostra. Un libro che intreccia le storie e la Storia, la vita quotidiana e quella dei famosi di Francia, degli scrittori, degli artisti e degli attori. Quella di De Gaulle e quella dei partigiani, la cui sfilata il generale definì una pagliacciata
Morire a vent’anni per la libertà, signor generale, per una certa idea della Francia, non è affatto una pagliacciata
Hervé Le Tellier, Quel nome sul muro, La Nave di Teseo, € 18