Un’Europa che scivola nel “precipizio di una nuova stagione buia” dell’umanità. Non usa mezzi termini Paolo Rumiz, in questo libro-pamphlet. Lui, nato sulla linea inquieta di Trieste, vera e propria faglia di Sant’Andrea della storia, ci invita alla lotta con le parole. In una notte insonne in cui da mezzanotte alle 6 di mattina, ogni ora scandisce racconti inquietanti di una pandemia insidiosa, peggiore di quella vissuta con il COVID19 da cui evidentemente non siamo usciti migliori: quella virus nazionalismo, dei muri, delle paure.
A pochi giorni dalle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2024, temiamo l’onda nera che potrà travolgere la nostra bella e confortevole Europa. Civilissimo luogo dove pure si sono consumate le violenze più efferate, che pure ha commesso le violenze più efferate fuori dai propri confini. Ma da quasi 80 anni noi, che in Europa viviamo, abbiamo goduto di diritti come in nessuna altra epoca o luogo della Terra: pace, salute, scuole, avanzamento dei diritti civili, libertà di espressione, di spostamento fino all’ideale abbattimento delle frontiere. Eppure…
Eppure agitatori di folle lautamente sponsorizzati da dittature, potenti miliardari, organizzazioni criminali trasformano i pregi in difetti, il coraggio in paura: degli immigrati, dell’Islam, della libertà delle donne e del mondo arcobaleno, dei diritti per tutti, la paura di perdere il poco o il tanto che abbiamo.
“Chi finanzia i sovranisti europei? Azzardo uno schema elementare su un foglio di carta a quadretti. Primo. Nei loro proclami le destre attaccano sempre in parallelo i rappresentanti della società aperta e i sostenitori delle energie rinnovabili. Secondo. La strategia di attacco alla Green Economy… è quella di scegliere un obiettivo, se possibile il più qualificato, lo si studia, si individua un punto critico anche minore, lo si isola con la lente di ingrandimento, poi si dà il via libera alla demolizione. Terzo. E’ ampiamente provato c…che i petrolieri reclutano volonterosi sostenitori delle energie non rinnovabili, affinché taccino la green economy di incompetenza ed elitarismo… E’ verosimile che i petrolieri finanzino i partiti di destra, reclutandoli nelle loro crociata“
La pervasività della rete, dei social fa il resto. False affermazioni diventano verità da diffondere. Cialtroni improvvisati costruiscono complotti, raccolgono seguaci-followers, guastano la dignità delle persone. False affermazioni spesso seguite da smentite. Ma le prime raccolgono centinaia di migliaia di visualizzazione, le seconde poche migliaia. Il brutto, il negativo, l’orrido vendono di più.
E poi ci sono le guerre che dal 2022 arricchiscono, più di prima, mercanti d’armi (pardon imprese della difesa), lobbisti, giornalisti compiacenti e incompetenti, politici “a disposizione”.
Dall’Ucraina alla Russia, dalla Palestina a Israele, i morti sono ormai decine di migliaia. E però con pesi e considerazioni diverse. Le orrende fosse comuni di Bucha richiamano le von der Leyen di turno, mentre i massacri di Gaza a stento li vediamo. Perché Israele ha vietato l’accesso alla stampa libera e quella che c’è la uccide. Questo è un doppio standard che rende sempre meno credibile la democratica Europa, piega la patria dei diritti umani alle esigenze di una realpolitik arida e e senza prospettiva.
E’ una situazione in cui le destre, il fascismo, le xenofobia sguazzano, oggi al servizio del capitale liquidissimo, ” digitalissimo” e, vero padrone del mondo, senza oppositori. Nell’ora più fredda della notte Paolo Rumiz pare accendersi di rabbia: che aspettano le sinistre ad ascoltare le paure delle periferie, dei contadini, dei precari, e di una sconfinata solitudine che sta assediando le persone, consegnandole alle idiozie di TV e rete?
Quante parole di sinistra sono entrate nel linguaggio di destra che tenta di impadronirsi persino di Gramsci, morte nelle patrie galere fasciste? E allora che la sinistra faccia lo stesso, si impadronisca di luoghi, simboli, parole d’ordine della destra per rovesciarle. Sapendo che ragione, dati e fatti in questo momento storico non bastano: alla paura di pancia si risponda con il cuore dell’emozione, con la potenza intatta delle parole, dei racconti.
Verso l’alba quando la luce dell’Est si affaccia al nuovo giorno, Rumiz trova bagliori di partigiana resistenza come quella di Mario che si è comprato una Casa del Fascio in Veneto per riempirla di cultura, musica, libri. in compagnia delle/degli indomabili che dalla Polonia all’Ungheria, dalla Germania alla Catalogna, trovano parole che invitano alla lotta. Basta piagnistei, gìù la maschera di Cassandra. E’ tempo di una “finest hour”.
“Dai che spunta il sole…il corpo esulta; passo, respiro e battito cardiaco si sincronizzano…presto sarà il tempo delle primule. Da un lato i colori forti del Mediterraneo, dall’altra quelli pastello dell’Europa continentale”
Paolo Rumiz, Verranno di notte, Lo spettro delle barbarie in Europa, Feltrinelli, € 16